Italicum, sostituiti da Renzi i ribelli in Commissione

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Italicum: Duro scontro nel Pd sulla legge elettorale, anche se giusto nella giornata di ieri il Premier Matteo Renzi ha ribadito che non vi è alcun spazio per una modifica dell’Italicum, e che dunque la terza lettura alla Camera dovrà essere quella definitiva e che di fatto porta ad una sostituzione dei dieci ribelli per scongiurare il rischio che il governo venga battuto in commissione Affari costituzionali. Dunque dieci deputati della minoranza Pd in commissione Affari Costituzionali saranno tutti sostituiti dall’ufficio di presidenza del gruppo che si è riunito nella serata di ieri.”Le sostituzioni in commissione segnano un nuovo arretramento pericoloso della nostra democrazia verso un sistema squilibrato in cui la maggioranza ottiene tutto: un segnale grave e preoccupante» è questo quanto dichiarato dal deputato del Pd Stefano Fassina a margine della riunione sulla scuola al Nazareno dichiarando nello stesso tempo di essere pronto a non votare le riforme nel caso in cui non vengano approvati gli emendamenti.

“L’assemblea del gruppo del Pd ha già deliberato di sostituire chi in commissione non vota il mandato al relatore sull’Italicum.Non ci sono altre decisioni da assumere”, ha dichiarato il vicepresidente vicario del Gruppo Pd, Ettore Rosato il quale giusto nei giorni scorsi ha dovuto chiamare i dissidenti per chiedere loro se confermassero la loro intenzione di non votare gli articoli della riforma elettorale nel il mandato al relatore. Arrivano critiche dal M5s tramite il grillino Danilo Toninelli il quale tramite Twitter ha dichiarato: «Se Renzi espellerà la minoranza, ritireremo gli emendamenti e lasceremo la Commissione. È inutile partecipare ad una farsa con burattini che dicono si a comando».

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