Juventus-Monaco Champions League Live: Diretta Web Tv e Streaming Rojadirecta

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Ancora una rifinitura prima della sfida di stasera. Solo in mattinata, infatti, Massimiliano Allegri scioglierà gli ultimi dubbi di formazione, legati tutti naturalmente alla presenza o meno di Andrea Pirlo, fermo dal 24 febbraio scorso (andata con il Dortmund) per uno stiramento al polpaccio destro. Ieri, il genio bresciano ha svolto una buona seduta, così come Andrea Barzagli, l’altro acciaccato illustre della vigilia. Annunciati al top, poi, sia Buffon sia Carlitos Tevez. L’Apache riparte dai 25 gol firmati in questa stagione: 6 i centri nell’Europa che conta, 3 dei quali nei 180’ con il Borussia. Il gioco si fa duro, e Pirlo diventa fondamentale. Con lui in campo sarebbe naturalmente «rombo»: Buffon in porta; Lichtsteiner ed Evra terzini; Bonucci-Chiellini coppia centrale; appunto Pirlo in regia; Vidal e Marchisio interni; Pereyra alle spalle di Morata e Tevez. Le alternative? Il 3-5-2 con Barzagli dentro e uno fra Pirlo e Pereyra in panchina, oppure sempre 4-3-1-2 con eventualmente Sturaro titolare e Marchisio regista al posto di Pirlo.

BUFFON, L’IMBATTUTO Dunque, fra i pali torna Gigi Buffon, assente a Firenze (Coppa Italia) e a Parma. Il capitano della Juventus e della Nazionale ha una striscia aperta di 5 gare senza subire reti: è infatti rimasto imbattuto contro il Sassuolo in casa, Palermo e Borussia Dortmund in trasferta, Genoa e Empoli a Torino.

La classe e l’esperienza di Dimitar Berbatov oppure la freschezza e la velocità di Anthony Martial, che non ha ancora vent’anni? Ruota tutta intorno a questo dilemma la vigilia del Monaco e del suo allenatore Jardim, anche se per la verità ci sono altre questioni, non di poco conto, da risolvere. Toulalan e Carvalho dovrebbero giocare, ma ieri il tecnico ha tenuto a precisare che i due erano in condizioni non perfette, perciò i dubbi restavano, e a sentir lui si dilegueranno soltanto poche ore prima del match. Il Monaco, squadra con ottima organizzazione difensiva, ha preso finora meno gol di tutti in Ligue 1 (22) e in Champions League ha subito un’unica rete nel girone e quattro in totale nel suo cammino europeo. Jardim ammette di tenere molto alla fase difensiva e di puntare tutto sulla organizzazione di gioco, però sa anche che segnare un gol in trasferta sarebbe molto importante, per questo il dubbio sul centravanti resta. Berbatov, 34 anni, ha portato il suo contributo alla causa monegasca anche segnando nella gara di andata contro l’Arsenal, mentre il giovanissimo francese ha dalla sua i gol decisivi segnati in campionato. Al fixing di ieri sera la freschezza e la miglior attitudine al contropiede sembravano decisive: Berbatov dovrebbe partire dalla panchina nel 4-2-3-1 piuttosto difensivo impostato da Jardim.

La laurea, quella in Economia e Commercio, l’ha presa alcuni anni fa e ancora ne parla con grande orgoglio, però non è tutto nella vita. Giorgio Chiellini fa il calciatore e per sentirsi davvero un graduato dovrebbe vincere qualcosa in Europa. Lui che ha portato a casa 3 scudetti (quasi quattro, anche se dopo la sconfitta col Parma è ancora più vietato parlare di campionato già chiuso) con la maglia della Juve, ha ancora tanto spazio nella bacheca dedicata ai trofei internazionali. Zero tituli, direbbe Mourinho, una lacuna che il laureato vorrebbe colmare prima di sedersi dietro a una scrivania bianconera, per mettere a frutto il suo pezzo di carta. Quando smetterà di giocare lo aspetta un futuro da dirigente, ma è ancora presto per pensarci.

MATURITÀ Con la Juve il massimo di Chiellini è stata la semifinale di Europa League della scorsa stagione. In Champions si è fermato ai quarti contro il Bayern, nel 2013. Meglio in azzurro: bronzo alle Olimpiadi 2004, argento all’Europeo 2012, bronzo alla Confederations Cup (Brasile 2013), oro all’Europeo Under 19. Sarebbe bello salire almeno sul podio in questa Champions League. Per riuscirci però bisogna battere il Monaco e spingersi fino in semifinale. Giorgio ha vissuto la retrocessione in B, gli anni dei settimi posti, si è goduto il dominio italiano, ora vorrebbe qualcosa in più. «Questa squadra è cresciuta molto a livello internazionale – dice – ora affrontiamo le partite di Coppa con una consapevolezza diversa rispetto a due anni fa. Sento che siamo pronti per fare qualcosa di importante, ma dobbiamo dimostrarlo sul campo».

SICURI E BLINDATI Chiellini insieme a Bonucci ha tirato la carretta in difesa per tutto il campionato. Con Barzagli a lungo indisponibile è toccato a loro blindare la Juve e ci sono riusciti bene: miglior difesa in campionato (15 gol presi), sei partite senza subire reti prima dello scivolone di Parma. Chiellini spera si evitare anche altri scivoloni, come quello che allo Stadium nell’andata col Borussia spalancò la porta a Reus. Un gol che alla fine è stato ininfluente, ma Giorgio si è arrabbiato parecchio con se stesso. «Avremmo preferito vincere a Parma – dice -, ma la partita di Champions non verrà influenzata dal campionato. Quando raggiungi risultati positivi ci può stare un calo fisiologico, abbiamo una settimana troppo bella e troppo importante per farci condizionare da quello che è successo sabato. Il Monaco sicuramente è una squadra dove c’è il giusto mix di esperienza internazionale e giovani in rampa di lancio. E’ una squadra che si è riaffacciata al grande calcio negli ultimi anni ma che ha acquisito molta sicurezza. Da parte nostra c’è rispetto, non ci faremo prendere dall’euforia e non commetteremo l’errore di sottovalutare il Monaco».

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