Kate e William: La piccola Charlotte conquista tutti nel giorno del suo Battesimo

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Certo non è detto che se si è belli in fasce belli si rimane, il povero asino lo insegna. Così come non è scontato che se mamma e papà belli sono, pure il pupo deve esserlo. Peschiamo un esempio restando in casa Windsor: Anna la principessa reale, che non ha proprio preso né la grazia di mamma Elisabetta – abituati come siamo a vederla con i capelli bianchi ci siamo dimenticati di quando era giovane e piacente – né il fascino del padre Filippo, uno che sopperiva generosamente alla totale assenza di denaro con faccia e corpo da divo del cinema.

Però le prime settimane lasciano pensare che Charlotte farà la gioia dei rotocalchi degli anni 30 tanto è uno spettacolo di bimba, la reginetta delle copertine di questo secondo pezzo di 2015 con quelle guance da mordere, le ciglia lunghe e il nasino identico a quello di mamma. E somiglierà a Kate giurano esperti di fisiognomica chiamati da questo o quel tabloid per riempire pagine e tenere viva, non che ce ne sia bisogno, la Charlottemania esplosa dieci settimane fa. A lei e a Diana, azzarda qualche nostalgico, gioco facile visto che William è la fotocopia della madre con l’aggiunta dei difetti di Carlo. Quei tratti Windsor dagli echi equini assenti in Elisabetta ma che sua sorella Margaret e i suoi figli, Anna su tutti, hanno ampiamente ereditato. Tratti difficili da coniugare soprattutto al femminile, come dimostrano anche Beatrice ed Eugenie di York, le quali poverine non potevano mica sperare di mitigare con la beltade materna, Sarah Ferguson non è esattamente una Venere…

Da 90 anni, insomma, gli inglesi non salutavano una principessa tanto carina, semplicemente deliziosa nella veste che dal 1841, anno in cui Vittoria, primogenita dell’omonima regina, ricevette il suo primo sacramento, viene usata per ogni battesimo a corte, dal 2004 sostituita con una replica causa usura dell’originale. Una tradizione che William e Kate, sempre così solerti nello smontare i cliché della monarchia, hanno ovviamente mantenuto. Idem per il fonte riempito d’acqua del Giordano – il fiume dove fu battezzato Gesù – anch’esso in uso dal 1841 al posto di quello di Carlo II dove troppi figli illegittimi avevano immerso il capo, eccezionalmente trasportato fuori Londra con gran corteo di sicurezza e subito riportato nella Tower of London accanto agli altri gioielli della corona.

William e Kate hanno infatti voluto battezzare la loro secondogenita a Sandringham, nella chiesa di St. Mary Magdalene dove tutta la royal family si ritrova a Natale, a pochi passi dalla tenuta dove Elisabetta trascorre gran parte dell’inverno e da Anmer Hall, la dimora georgiana che i duchi di Cambridge hanno eletto a fissa dimora. La chiesa, aspetto in realtà primario, dove Diana fu battezzata il 30 agosto 1961, un modo per ricordarla. Non l’unico: durante la messa, celebrata dall’arcivescovo di Canterbury, massima autorità religiosa del Paese dopo la regina, tra gli inni suonati c’era quel Prelude on Rhosymedre di Ralph Vaughan Williams che Carlo e Diana scelsero per le loro nozze. E, ancora, tra i cinque padrini/madrine di Charlotte c’era Laura Fellowes, figlia di Jane, la sorella di Diana, un legame quello con la famiglia materna che William ha fortemente coltivato nonostante i dissapori creatisi tra Spencer e Windsor subito dopo la morte della principessa nel 1997.

Laura e il murilo erano due dei 21 presenti alla cerimonia, sfilati davanti a 3.500 supporter della corona, meglio dire dei giovani e c alivi duc hi di Cambridge, che pur di guadagnarsi un posto a poc hi passi da loro hanno bivaccato anche di notte, a capitanarli l’impavi- Ijf do Terry Hutt, ottuagenario ed eccentrico signore che passò tre settimane in una tenda davanti al St. Mary’s Hospital in attesa della nascita della principessa. Oltre a William, Kate, George e Charlotte, nei banchi della St. Mary Magdalene si sono seduti Elisabetta e Filippo, Carlo e Camilla senza Harry, in viaggio benefico in Africa, i Middleton al completo – Michael, Carole, Pippa e James, questi ultimi sfidanzati – e gli altri “angeli custodi” della principessina. Adam Middleton, cugino di Kate, con moglie. L’amico di William Thomas van Straubenzee e signora. Il confidente dei duchi di Cambridge James Meade e coniuge. La riservatissima Sophie Carter, da anni intima di Kate, l’unica spaiata. Più Maria Teresa Turrion Borrallo, la su-pertata dei royal baby, invero incaricata di occuparsi di George la furia mentre gli altri brindavano. A tazze di tè, giacché Elisabetta questo ha offerto nel salone di Sandringham assieme a scones, sandwiches e alla torta. Che, come da tradizione reale, era uno dei piani del dolce nuziale dei genitori della battezzata, un miscuglio di frutta candita e altre prelibatezze in grado di conservarsi per anni. A Los Angeles, poche settimane fa, è stata battuta all’asta per oltre duemila euro una fetta di quella di Carlo e Diana. Visto come andò a finire tra loro, una torta rimasta indigesta a molti.

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