Kate Middleton, che paura ricoverata d’urgenza

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Laura per Kate, di nuovo. Mentre suo marito William era impegnato in un viaggio in nome di sua maestà in Giappone e Cina, tra una visita commossa a Fukushima, devastata nel 2011 dallo tsunami, e una foto stile stoccafisso davanti alla Città Proibita, la principessa è stata ricoverata d’urgenza al St Mary’s Hospital di Londra in preda a contrazioni violentissime che hanno fatto pensare a un parto prematuro, sette settimane prima del termine previsto. Questo almeno è quanto scoperto dal settimanale Star, tra le più spericolate bibbie americane del gossip, che tuttavia, ben conscio della fama che lo precede, ha sostenuto con forza la veridicità dello scoop raccogliendo sussurri e testimonianze.kate-middleton-sick

Ospite nella tenuta dei genitori nel Berkshire con il piccolo George, Kate avrebbe accusato lancinanti dolori al ventre, talmente forti da spingere papà Michael e mamma Carole a caricarla in macchina e a precipitarsi nella capitale, in quello stesso ospedale dove i duchi di Cambridge decisero di dare alla luce il loro primo erede nel luglio di due anni fa. Lì Kate, che ha vissuto anche questa seconda gravidanza drammaticamente, prostrata dall’ hyperemesis gravidarum che l’ha fatta vomitare fino a quaranta volte al giorno, sarebbe stata sottoposta a una serie di esami e tenuta sotto controllo per ventiquattro ore nel riserbo più assoluto, evidentemente non sufficiente vista la fuga di notizie. «La situazione è rientrata nella norma, e la principessa è potuta rientrare a casa serena. L’allerta resta tuttavia alta, l’ospedale è pronto per ogni evenienza», ha rivelato quindi una fonte interna alJSt Mary’s, precisando che al suo arrivo Kate era molto preoccupata e nervosa.  Ad agitarla sicuramente l’assenza di William e la prospettiva di partorire mentre lui era a diecimila chilometri di distanza, forse lo stress causato dai recenti litigi con la regina Elisabetta. Questo ha pubblicato il National Enquirer, storico rivale dello Star, Radar Online, sito rosa tra i più pettegoli e informati d’America, e Life&Style, altro settimanale a stelle e strisce specializzato in celebrities e royals. Tutti scatenatissimi a scandagliare la vita dei Windsor, tornati in augepresso i media statunitensi grazie alle giovani e più affascinanti generazioni, tutti concentrati in questi giorni a indagare il rapporto tra sovrana e nipote.

Forse appunto in caso di doglie premature, o per evitare indiscrezioni, chiacchiere e spiacevoli eventi (sulla nascita di George pesa ancora il suicidio di Jacintha Saldanha, l’infermiera che cadde nel tranello di due dj australiani spacciatisi al telefono per la regina pur di carpire informazioni sul neonato), Kate avrebbe fatto allestire nell’appartamento A1 dentro Kensington Palace una sala parto degna di un nosocomio a cinque stelle. Una decisione, sostiene il National Enquirer, per nulla gradita a Elisabetta, forse memore dei suoi quattro parti avvenuti non senza trambusto tra Buckingham Palace e Clarence House per ragioni di protocollo. La bimba che verrà, giacché pare ormai certo che di femmina si tratti anche se i Cambridge continuano a tacere, sarà pur sempre la quarta in linea di successione, bisogna farla nascere in un ambiente quanto più sicuro in caso di complicazioni: questa la posizione della regina, che sarebbe arrivata a ordinare a William di smantellare la stanza già pronta.

Aria gelida tra i giovani Windsor e l’augusta nonna, resa burrasca secondo Radar Online da Anna Wintour. Il direttore di Vogue Usa avrebbe chiesto a Kate di posare per la copertina del numero di settembre, il più importante dell’anno, in quanto emblema della nuova eleganza british. Scatti che la duchessa farebbe di corsa, non fosse per l’absolutely not pronunciato dalla sovrana con un mix di orrore e sdegno. Life&Style si spinge addirittura oltre, e scrive di porte sbattute e di Kate in fuga da Buckingham in lacrime dopo un confronto a muso duro con sua maestà. Oggetto del contendere, il rifiuto di William e Kate alla tata gentilmente offerta da Elisabetta per curare la nascitura, motivato dal desiderio che a occuparsi della piccola sia mamma Carole. Evenienza inopportuna per la regina, preoccupata che i bisnipoti assorbano troppo dal milieu borghese della madre e troppo poco da quello tutto codici e protocollo del papà, chiamato nel giro di un paio di decenni a sedere sul trono dopo il padre Carlo.

Che, mentre nuora e madre si dividevano le copertine dei magazine di cui sopra, guadagnava pure lui una fetta di celebrità yankee grazie al settimanale Globe, che nelle sue pagine narrava l’imperioso comando di Camilla: «Prima di diventare re, devi rifarti le orecchie a sventola per venire meglio in foto». Questa sicuramente una panzana clamorosa, ma assolutamente squisita.

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