La biologia riesce a trasmettere la Paura

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Trasmettere la Paura per via biologica

Trasmettere la Paura attraverso il DNA-I recenti studi effettuati sui roditori aprono la strada per ulteriori ricerche sui meccanismi biologici che permettono a stimoli di tipo ambientale di modificare in modo più o meno forte il genoma (DNA, RNA, geni) nei suoi meccanismi di regolazione.

La ricerca effettuata dimostra come i topi possano ereditare tramite via biologica le informazioni acquisite dalle generazioni precedenti e codificate dalle modifiche epigeniche (ovvero quelle modifiche che variano l’espressione genica senza modificare le sequenze di DNA) in grado a loro volta di modificare la struttura dei neuroni, soprattutto nell’area olfattiva.

I risultati di questo nuovo studio, condotto da Brian G Dias e Kerry J Ressel dell’Howard Hughes Medical Institute del Maryland, sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Neuroscience” e sembrano fare nuova luce sui processi di trasmissioni delle informazioni tra generazioni successive, sia quelle relative al patrimonio genetico che quelle comportamentali.


L’espressione dei singoli geni sono regolate dal genoma che può, a sua volta, essere influenzato da stimoli provenienti dall’ambiente esterno, ma fino ad oggi non si hanno a disposizioni risultati definitivi, bensì risultati parziali o riferiti a specifiche condizioni.

Ricerche di tipo comportamentale, invece, dimostrano che l’esperienza può essere trasmessa attraverso meccanismi culturali: un esempio può essere fornito da esperienze traumatiche o paurose che possono passare anche a generazioni più giovani tramite il semplice processo di imitazione.
Per la ricerca condotta da Dias e Ressel, i ricercatori hanno condizionato alcuni topi di laboratorio a provare un sentimento di paura in presenza dell’odore di acetofenone (sostanza dall’odore simile a quello delle ciliegie): i piccoli dei roditori, concepiti tramite inseminazione artificiale, hanno mostrato una paura maggiore all’odore di ciliegia rispetto ad altri odori, anche se in realtà non erano mai stai messi a contatto con l’acetofenone e lo stesso comportamento si è verificato anche nella generazione successiva.

I risultati ottenuti sono stati poi confermati da uno studio di tipo neuro anatomico e genetico:

“Sia i topi condizionati ad avere paura sia la loro progenie mostravano cambiamenti strutturali nel cervello, e più esattamente nelle regioni deputate alla percezione dell’odore, nonché specifici marcatori epigenetici sui geni responsabili della percezione dell’odore nelle cellule spermatiche», spiegano gli autori, affermando anche che: «Questo risultato rappresenta un interessante punto di partenza per comprendere in che modo gli input ambientali raccolti da un individuo possano trovare una codificazione più o meno stabile nel genoma e nei suoi meccanismi di regolazione”.

Questo ramo della ricerca, però, è appena agli inizi.
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