La droga che paralizza: gravi tre ragazzini

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Ha sedici anni, l’amnèsia l’ha fumata venti giorni fa e da allora, raccontano gli amici, non riesce a camminare. Ma la studentessa del liceo «Umberto», il più rinomato della città, non è l’unica a pagare cara la bravata di una sera: altri due adolescenti sono in cura a Napoli per disturbi neurologici provocati da questa droga che si sta pericolosamente diffondendo. Sono sotto osservazione, si spera che i danni non siano permanenti.

Ha un nome accattivante (Amnèsia è una gettonatissima discoteca di Ibiza) e ammiccante (dicono che faccia dimenticare ogni cosa). I suoi effetti però possono essere devastanti: azzera la memoria, altera la percezione della realtà, danneggia in modo grave il cervello. L’amnèsia sarebbe un miscuglio di cannabis e metadone, oppure di cannabis ed eroina. Sarebbe, perché chi la confeziona e la spaccia può aggiungere anche altro.

Questa nuova droga, che causa dipendenza in tempi molto rapidi, si sta spostando dalle periferie violente ai loca- lini di Chiaia, la zona della «movida» a ridosso del lungomare. Proprio in un bar non distante dal liceo che frequenta, la studentessa, durante un fine settimana, ha fumato l’amnèsia (o «amnè», come la chiamano i ragazzi) e ha avuto un malore.

Sempre nella stessa zona si sono sentiti male anche gli altri due ragazzi soccorsi. Da allora la ragazza non si è ancora ripresa del tutto. Tra i genitori degli adolescenti c’è allarme e l’argomento è dibattuto con preoccupazione sui social.Il dottor Riccardo Gatti, psichiatra e responsabile del dipartimento Dipendenze patologiche della Asl città di Milano, mette in guardia: «Le sostanze stupefacenti sono di per sé nocive. Diventano ancora più nocive quando vengono mischiate come in questi casi. Possono provocare effetti imprevedibili, come probabilmente è accaduto nel caso dellaragazza napoletana. Spesso gli adolescenti comprano questa roba fidandosi di chi gliela vende e questo è il rischio più grande».

L’amnèsia per adesso non è ancora particolarmente diffusa: stando alle statistiche di polizia e carabinieri, a Napoli sono ancora cocaina e hashish ad andare per la maggiore e dunque è ancora su quello che soprattutto si concentra la loro attenzione. Importanti sequestri della nuova droga non sono ancora avvenuti e nelle piazze di spaccio di Scampia, di Ponticelli, del Rione Traiano gli stupefacenti tradizionali sono ancora quelli più richiesti.Ma lentamente il nuovo cocktail si sta diffondendo e, quello che più preoccupa, proprio tra i giovanissimi, anche perché una dose costa poco: intorno ai cinque euro.
Se giovanissimi sono i consumatori, lo sono altrettanto gli spacciatori e i loro capi: in questo momento, infatti, alcune zone della città sono in mano a gruppi criminali formati da ventenni, violenti e spregiudicati nell’uso delle armi (un gip recentemente ha parlato di «paranza dei bambini»). Per loro, quello del mix di veleni può rivelarsi un affare d’oro. Ecco perché arginarne la diffusione potrebbe essere difficile.

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