La rivoluzione della Tv Netflix arriva in Italia

373

Se ne parlava da mesi, ma ieri la notizia è diventata ufficiale. Il fondatore e numero uno di Netflix, Reed Hastings, ha annunciato al mensile specializzato Wired che da ottobre la piattaforma televisiva a pagamento via Internet sarà attiva anche in Italia. Tutti gli osservatori del settore sono d’accordo: Netflix avrà un impatto rivoluzionario sul mercato, metterà in crisi le tv tradizionali, comprese le satellitari, e darà impulso alle reti telefoniche a banda larga. Vediamo dunque di che cosa si tratta.

Netflix è nata negli Stati Uniti nel 1997, dove le poste funzionano, con un servizio di noleggio di Dvd distribuiti per posta anziché con le reti di negozi che abbiamo conosciuto in Italia, dove le poste non funzionano. Circa otto anni fa Hastings ha pensato di distribuire i film in streaming attraverso la rete, preferendo un sistema di pagamento flat, cioè un tanto al mese per vedere tutto ciò che vuoi, al posto del tradizionale sistema del noleggio, un tanto a film, che è stato poi adottato dalle piattaforme televisive cosiddette pay-per-view. La scelta della tariffa flat è considerata la chiave del successo di Netflix, che ha raggiunto in pochi anni i 60 milioni di clienti, 40 dei quali nei soli Usa. In Europa l’azienda americana è già presente in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio e Lussemburgo. A ottobre sbarcherà in Italia, al prezzo previsto di circa 8 euro al mese, molto meno delle altre piattaforme televisive a pagamento come Sky e Mediaset Premium.

PREZZO BASSO, semplicità d’uso e un’offerta di film e telefilm praticamente sconfinata sono alla base del successo di Netflix. La vera carta vincente di Hastings è stata però la convinzione con cui ha scommesso per tempo sul suo business, rendendo forte e attrattivo il marchio Netflix con un investimento massiccio in produzioni autonome. Uno dei prodotti televisivi di maggior successo nel mondo, House of Cards, è prodotto da Netflix. In Italia i diritti della serie (protagonista Kevin Spa-cey) sono stati venduti a Sky, cosicché Netflix non potrà inserirla nella sua offerta di ottobre.

Adesso si tratta di capire perché Netflix fa tanta paura alle tv tradizionali, al punto che qualcuno arriva a ipotizzare – forse esagerando – che in Italia dietro i ritardi nella diffusione della banda larga per Internet ci siano anche gli interessi di Mediaset e Sky. La prima ragione è che Netflix è un concorrente temibile. Ha già raggiunto un fatturato di circa 5 miliardi di euro, grosso modo la somma di Rai e Mediaset e, pur macinando utili, ha una notevole capacità di investimento sui suoi prodotti tv.

Del resto è facile constatare che se una puntata di House of Cards ha 60 milioni di potenziali clienti, venerdì sera la puntata finale di Amici di Maria De Filippi, con lo share record del 34 per cento, è stata vista da 6,5 milioni di persone: come si vede una produzione Netflix ha un bacino di mercato dieci volte superiore a quello delle tv italiane.

La seconda ragione è che Netflix accompagna lo spostamento del pubblico dalla tv alla rete, accelerando il lento commiato dalla televisione prigioniera del palinsesto: “Per cinquant’anni abbiamo avuto la tv lineare, ma ogni cosa ha il suo tempo e prima o poi viene sostituita: la tv del futuro sarà un grande iPad”, ha detto Hastings a Wired. Scegliendo un film dal magazzino di un distributore online, il telespettatore è libero di decidere che cosa guardare e a che ora, e se segue una serie non sarà più schiavo dell’essere sul divano tutti i giorni alla stessa ora.

LA TERZA RAGIONE è che aziende come Netflix hanno un costo di distribuzione quasi azzerato rispetto alla tv tradizionale che deve mantenersi costose reti di antenne, come Raiway e EI Towers nel caso delle terrestri, o il sistema satellitare nel caso di Sky. Potendo offrire, soprattutto se c’è disponibilità di banda sulla rete, immagini televisive anche in alta definizione, Netflix può diventare un insidioso concorrente di Sky e Mediaset nelle aste per i diritti tv non solo dei film e telefilm ma anche degli eventi sportivi. Detto ciò è facile comprendere perché il numero uno di Telecom Italia, Marco Patuano, parli dell’arrivo di Netflix come di una grande occasione. Indipendentemente dall’ipotesi che sia la stessa società telefonica a offrirsi come rivenditore degli abbonamenti a Netflix, integrandoli nella propria offerta di connettività, è certo che un successo della piattaforma di pay-tv via Internet significherebbe un boom della domanda di banda larga da parte del mercato. Basta un solo dato: negli Usa Netflix arriva a occupare un terzo del consumo totale di banda nelle ore di punta; per dirla più chiaramente, di tutti i dati che circolano sulla rete Internet degli Stati Uniti, un terzo sono quelli spediti da Netflix ai monitor dei suoi clienti.

Condividi