Ladri di Facebook: Come recuperare un’account rubato

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Fine di una tranquilla giornata di lavoro: computer spento e via, dritto a casa. Al mattino seguente, la trista scoperta. L’account Facebook è inaccessibile: non per mancanza di connettività, ma per un cambio password non effettuato dal diretto interessato. Qualcuno ha ha-ckerato Faccount, impossessandosene! Di default, Facebook invia le istruzioni per il reset della chiave d’accesso all’indirizzo di posta elettronica associato all’account.

Così, dopo aver compilato il giusto campo, ci si appresta ad accedere alla mailbox personale per seguire le istruzioni. Ma qui, un’altra triste scoperta: il malfattore ha cambiato anche la password della casella di posta. Com’è possibile? Capita quando si usa ingenuamente la stessa password sia per Taccesso a Facebook, sia per la mailbox.

UN CASO REALE Quanto appena descritto è capitato a un nostro familiare, che ha prontamente chiesto il nostro aiuto per recuperare la sua identità digitale. Fortunatamente, la sua email era su Libero.it, un servizio italiano: abbiamo potuto così contare su un’assistenza in un linguaggio più familiare. Dopo qualche minuto di ricerca ci siamo ritrovati nella giusta pagina

Web: https://seifcare.libero.it/ recuperopassword. Da lì, potevamo resettare l’account pur non conoscendo la nuova password (impostata dal pirata) e senza fare uso della domanda o dell’SMS di sicurezza (non impostati al momento della registrazione dal malcapitato familiare). Ma la procedura si è rivelata più complessa del previsto: per resettare l’account è stato necessario compilare un modulo (una dichiarazione di atto di notorietà), stamparlo, firmarlo, allegare un documento d’identità dell’intestatario dell’account e una copia della denuncia sporta presso la Polizia Postale o l’Arma dei Carabinieri.

Nella denuncia abbiamo dovuto indicare anche l’ultima password utilizzata, a dimostrazione del fatto che fossimo davvero i proprietari dell’account; ciò perché durante la fase di registrazione erano stati inseriti dati di fantasia (come spesso accade quando ci si registra ai servizi on-line) che non coincidevano con quelli riportati sul documento d’identità del familiare.

Inviate tutte le scartoffie a Libero, it non c’era nient’altro da fare che attendere un cenno (positivo o negativo) da parte dell’assistenza clienti. In circa 24 ore è arrivata la risposta: un link da seguire che avrebbe fatto impossessare nuovamente il nostro familiare della sua mailbox personale. E così, in effetti, è andata.

RIVOGLIO FACEBOOK!

All’account di posta era stato recuperato; ora mancava soltanto l’ultimo tassello: Facebook.

Una passeggiata, a nostro parere iniziale: già, perché avendo ottenuto nuovamente accesso alla mailbox, la procedura di recupero password si sarebbe dovuta risolvere in pochi secondi. Ma così non è stato: quel furbacchione del pirata aveva cambiato l’indirizzo e-mail associato all’account Facebook. Cosa fare, allora? Denuncia e carta di identità alla mano, abbiamo inviato un’e-mail a Ìnfo@ support.facebook.com spiegando l’accaduto. Dopo qualche ora, un addetto del servizio clienti ci ha risposto, inviandoci un codice per il recupero della password.

E così, questa rocambolesca avventura giunge al termine. Amarezza, scartoffie e svariati giorni di lavoro che si sarebbero potuti evitare con un pizzico di attenzione in più. Tutto ciò, però, ci consente ancora una volta di ribadire l’importanza di scegliere password robuste (lunghe, alfanumeriche e con caratteri speciali) e diverse per ciascun servizio Web. Al tempo stesso, il nostro reportage fa emergere una altro dato interessante: le autorità italiane, per quanto se ne dica, sono molto rapide nell’accettare denunce riguardanti furti di identità digitali, così come i provider e l’assistenza tecnica di Facebook, entrambi dimostratisi molto professionali e vicini alle necessità dell’utente.

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