Laureati e Insoddisfatti, la laurea non basta per superare la Crisi

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Laureati e Insoddisfatti- Quando la Laurea in Italia non basta per trovare Lavoro

Laureati e Insoddisfatti- Che l’Italia stia vivendo un momento di crisi è cosa ben nota, e che i principali effetti della crisi si manifestassero principalmente sulla ricerca di un impiego era la conseguenza più ovvia, ma è anche vero che fino ad oggi una delle speranze per un futuro meno incerto era data dal possedimento di un titolo di studio importante, il titolo di “Dottore”.
Eppure una recente indagine Almalaurea ha messo in luce un dato piuttosto preoccupante: l’efficacia del titolo universitario è calata rispetto allo scorso anno e, un anno dopo essere stati proclamati dottori, meno della metà dei giovani italiani sono del parere che, dopo gli anni di studio, si siano realizzate le aspettative iniziali.

Almalaurea rivela anche, secondo i dati relativi all’ultimo hanno accademico, che i giovani italiani si adeguano a percepire stipendi insoddisfacenti, a svolgere un’attività non coerente con il percorso di studi, e ad essere pronti a trasferirsi all’estero pur di trovare un’occupazione.

Il risultato dell’indagine quindi ha rivelato che il 49% dei laureati triennali ha definito il risultato ottenuto molto efficace o efficace (quasi 2 punti un meno rispetto all’anno prima), mentre per i laureati specialistici la percentuale scende al 44%.

La massima efficacia, intorno al 75,5% si è registrata tra gli studenti laureati in un corso specialistico a ciclo unico (circa 5 punti in meno rispetto all’anno prima).

L’efficacia del titolo conseguito risulta ancora più significativamente in calo se si confronta con i dati della rilevazione 2008, con una diminuzione di 9 punti tra i triennali, di 7 punti tra gli specialistici e di oltre 14 punti in meno tra i colleghi a ciclo unico.

La speranza per i giovani è che la situazione possa migliorare con il passare del tempo: per il periodo che va da uno e tre anni dal conseguimento della laurea (dati anno 2012), i livelli di efficacia tendono ad aumentare di circa 4 punti per il collettivo in esame.

Secondo Almalaurea, inoltre, a cinque anni dalla laurea, il 55% dei laureati specialistici dichiara che il titolo è molto efficace o efficace per l’esercizio della propria attività lavorativa (con un aumento di 4 punti rispetto a quando furono intervistati a un anno dal titolo), mentre tra i colleghi triennali questo valore è pari al 66%, e tra i laureati a ciclo unico la percentuale raggiunge addirittura quota 93%.

I principali giovani che affermano di aver trovato il titolo conseguito efficace per il lavoro ottenuto in seguito sono i laureati nelle discipline del gruppo di Architettura (circa il 59%), di Ingegneria (circa il 57%) e del gruppo Chimico-Farmaceutico (circa il 54%).

Gli studenti che invece hanno conseguito una laurea in Scienze Politiche, Psicologia, Lettere e nelle Professioni Sanitarie fanno purtroppo registrate percentuali inferiori (minori del 35%).

A cinque anni dal conseguimento del titolo i valori più elevati si raggiungono con i Dottori in Legge (82%), gli Architetti (69%),e con i gruppi Geo-Biologico (65%), Agrario (63%) e Chimico-Farmaceutico (61%), mentre che in questo caso l’efficacia è minore per i laureati dei gruppi Politico-Sociale, Insegnamento, e professioni sanitarie e letterarie (valori al di sotto del 48%).

Riguardo le competenze acquisite durante il percorso di studi, l’indagine Almalaurea afferma che, ad una anno dal titolo, il 39% degli studenti che hanno trovato un impiegano, impiegano le proprie competenze in misura elevata, mentre il 42% ne fanno un utilizzo ridotto.

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