Le mani di Mafia Capitale arrivano alle mense scolastiche

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Le novità investigative emerse in questi giorni rischiano di trasformare l’inchiesta Mafia Capitale per lo meno in Mafia Provinciale. Per esempio, il procuratore facente funzioni di Tivoli, l’ex capo degli ispettori del Ministero della Giustizia Arcibaldo Miller, «sta facendo valutare alcune situazioni» dopo aver letto le notizie apparse sui giornali che riguardano il territorio di sua competenza.

Ieri, Libero ha citato alcuni scambi telefonici e di sms tra l’ex sindaco tiburtino Marco Vincenzi e il ràs delle coop rosse romane Salvatore Buzzi, arrestato a dicembre. In uno di questi il capo della 29 giugno manifesta l’intenzione di sostenere il candidato sindaco del Pd Manuela Chioccia: «Senti, io mi so’ fatto l’elenco dei miei dipendenti su Tivoli, ora li richiamiamo tutti (…) noi volevamo da’ anche a Manuela un contributo, insomma, per il sostegno delle spese che lei c’ha». Vincenzi gli invia il numero telefonico del comitato elettorale e il giorno dopo Buzzi risponde con questo sms: «Sottoscrizione effettuata, sensibilizzazione in corso. In bocca al lupo».

Tutte comunicazioni che a un magistrato esperto come Miller non possono non aver fatto alzare le antenne. Anche perché, i carabinieri del Ros hanno messo sotto la lente d’ingrandimento alcuni incontri tra Buzzi e Vincenzi e hanno ipotizzato scambi di favori illeciti. Ovviamente tutti da dimostrare. Di certo la procura di Tivoli in queste ore sta facendo fare tutte le verifiche del caso. Anche perché, come evidenziato da una fonte di Libero, tra Vincenzi e le cooperative di Mafia capitale c’è un altro incrocio e risale al marzo 2005, quando il Comune tiburtino assegnò alla Vivenda spa il servizio delle mense scolastiche. Un’appalto che Vivenda ha mantenuto sino al 2010. Infatti nell’ottobre di quell’anno la nuova giunta di centrodestra, non senza difficoltà, decise di indire una nuova gara per un importo di 3,3 milioni di euro e questa volta Viven-da perse. Al primo posto si classificarono Bioristoro Italia srl e Markas service srl con un totale di 90,78 punti. Vivenda si fermò a 84,43.

Vivenda è una società di ristorazione controllata al 70 per cento dal gruppo di cooperative La Cascina, legato a Comunione e liberazione, mentre per il restante 30 è partecipata da Invitalia, un’agenzia del ministero del Tesoro. Nacque proprio a Tivoli nel 2004, un anno prima dell’assegnazione dell’appalto milionario. Nel cda sedevano il presidente della Cascina Giorgio Federici e Angelo Chiorazzo, che con Buzzi avrebbe formato «una specie di cartello per tenere alti i prezzi». Uno degli arrestati di Mafia Capitale, il manager barese Salvatore Menolasci-na, nelle intercettazioni utilizza proprio un cellulare intestato a Vivenda.

Quella di Roma non è la prima inchiesta in cui viene coinvolta la società. Per esempio la Corte dei Conti dell’Aquila ha contestato alla vecchia giunta cittadina guidata dal piddino Massimo Cialente (l’assessore responsabile era Stefania Pez-zopane) un danno erariale di 454 mila euro per l’assegnazione dell’appalto delle mense scolastiche alla stessa Vivenda. Ma che Mafia Capitale abbia allungato i suoi tentacoli sul cibo degli studenti è cosa nota e confermata da un interessante dossier che la Uil di Roma e del Lazio ha presentato a inizio anno. Lo studio è stato pubblicato sul periodico Nuovi giorni con un titolo eloquente: “Business e ombre nei piatti dei bimbi”. Ilservizio evidenziava come dal 2007 sono praticamente sempre le stesse cinque società a spartirsi gli undici lotti in cui sono suddivisi i quindici municipi della città. Vivenda e Cascina (310 milioni di fatturato complessivi) ne controllano tre e dal 2007 al 2012 avrebbero servito circa 18,4 milioni di pasti, per un valore medio di 4,63 euro l’uno. Il giornale del sindacato ha preso in esame le società vincitrici. Per la Uil la coop Consorzio nazionale servizi (Cns) è stata «commissariata dai pm di Mafia Capitale perché appartenente allo stesso consorzio della nota 29 Giugno (di Buzzi ndr). Commissariata, ma ancora attiva nella refezione, nonostante la presenza nei vertici di Salvatore Buzzi (comitato di sorveglianza) e di Salvatore Forlenza (area commerciale), indagato in merito agli appalti Ama». Non è finita. La stessa Cns avrebbe operato fino alla scorsa estate anche al Ministero del Lavoro, attraverso la consociata Antares, a cui è stato revocato l’appalto nel luglio 2014 perché non in regola con i contributi dei lavoratori. La fornitura venne successivamente assegnata alla 29 Giugno.

Su Vivenda il giudizio è persino più severo: «Il suo nome è ben noto soprattutto all’Inps e all’Inail» si legge sul periodico, «per gli oltre 4 milioni di euro di contributi non versati e per le numerose indagini svolte da parte degli stessi istituti previdenziali, anche in merito alle condizioni igienico-sanitarie e alla qualità dei cibi». La Uil boccia anche la Cascina e ricorda la condanna di 17 suoi dipendenti da parte del tribunale di Bari per i reati di truffa e frode nelle pubbliche forniture. Menolascina prese due anni e mezzo. Inoltre a Roma, nel 2006, la Cascina è stata condannata per un’infezione di salmonella che aveva colpito 182 bambini nelle scuole di Roma. In Mafia Capitale l’azienda è coinvolta per l’appalto del centro accoglienza richiedenti asilo di Mineo che sarebbe stato ottenuto illecitamente grazie all’exvicecapo di gabinetto di Walter Veltroni, Luca Odevaine.

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