Le risposte al caso mediatico di Caterina, La Sperimentazione Animale è Inutile

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La Sperimentazione Animale è Inutile?- Le risposte al caso mediatico di Caterina, viva grazie alla sperimentazione animale. 

La Sperimentazione Animale è Inutile- Il caso di Caterina Simonsen, la studentessa dichiaratasi viva grazie alla sperimentazione animale, ha fatto scalpore ed è stato per giorni al centro dell’attenzione mediatica. Le parole della ragazza, infatti, hanno suscitato reazioni animate da parte degli animalisti, che non hanno esitato ad attaccarla con commenti e frasi spesso pesanti e in una certa misura offensivi.

Il caso è diventato virale in pochissimo tempo: partito da internet, è passato ai giornali, e finito in televisione.

Nonstante la Simonsen abbia dichiarato che non c’è nessuna lobby dietro alle sue dichiarazioni, sono stati in molti ad aver avuto sospetti in questo senso. Di minacce di morte e offese su internet se ne vedono ogni giorno in gran quantità, spesso per motivi ben più futili, eppure nessuno di questi casi finora aveva prodotto tanto scalpore e tanta diffusione da parte dei media.

Dopo aver parlato del lato oscuro ed dell’estremismo degli animalisti, è arrivato il momento di dare voce al caso di Cateriana che non cessa di suscitare risposte sul web. Se il suo video e la sua storia, però, sono stati in onda su tutti i telegiornali, le repliche sono rimaste confinate in rete, e quindi lette e viste da un pubblico meno vasto.
In particolare, in risposta all’indignazione suscitata dai commenti che auguravano la morte della ragazza, alcune pagine facebook (in particolare la pagina Vegan Warrior), hanno pubblicato immagini di decine e decine di commenti in cui viene augurata la morte agli animalisti.

Io ci avrei messo voi al posto degli ebrei”, “Schifosi animalisti spero che un vostro figlio o parente che vi stia vicino si ammali veramente così capirete le sofferenze altrui”, e “Questi figli di p**** (parlando degli animalisti) andrebbero appesi per il collo e squartati” sono solo alcuni dei commenti che si possono leggere.

Equivita, comitato scientifico antivivisezionista, ha invece diffuso un comunicato in cui esprime il suo rammarico per la vicenda, ma “Esprime inoltre rammarico e stupore nel constatare che decine di anni impiegati nell’informazione dell’opinione pubblica sembrerebbero non avere lasciato traccia, a giudicare dai commenti dei quotidiani, che scrivono ‘si deve trovare un compromesso tra i due fronti opposti degli animalisti e degli scienziati. L’unico conflitto esistente è quello tra una ricerca ben poco scientifica perché basata su di un presupposto errato (che vede nella prova effettuata su di una specie delle indicazioni utili per un’altra specie) e una ricerca scientifica, ben più aggiornata e avanzata, che le straordinarie nuove conquiste della scienza – nella genetica, nella biologia, nell’informatica, nella chimica, ecc. ecc. – ci permettono di utilizzare”.

Un’altra risposta è arrivata dalla biologa Susanna Penco, malata di sclerosi multipla. Secondo lei, la vivisezione non è un aiuto, anzi ritarda la scoperta della soluzione. “Se si abbandonasse un metodo fuorviante e ci si concentrasse sull’uomo, i progressi della scienza sarebbero più rapidi ed efficaci: io spero risolutivi”, ha dichiarato. “La sperimentazione animale può essere anticamera di cocenti delusioni. Ve ne sono molti esempi, anche riguardanti farmaci in commercio”.

E’ evidente che nel mondo della scienza qualcosa sta cambiando. La vivisezione appare come sbagliata agli occhi di ormai sempre più persone, e sono molti gli scienziati che lavorano alla ricerca di tecniche alternative.
Tra tutti, non si può non citare il dottor Stefano Cagno, che non solo ritiene la sperimentazione animale inutile, ma perfino dannosa.

“Utilizzare animale per la ricerca è un grave errore che storicamente ha provocato solo danni alla salute umana, anche se, fino ad un recente passato, i mezzi di comunicazione di massa hanno taciuto su tutto ciò” ha dichiarato in un’intervista. “Prima di commercializzare un farmaco è indispensabile e obbligatorio per legge sperimentarlo anche sui nostri simili. Se la vivisezione fosse scientificamente valida perché bisognerebbe compiere anche la sperimentazione umana?”.

Tra i metodi alternativi alla vivisezione, il dottor Cagno cita quelli che utilizzano tessuti d’origine umana (colture cellulari, clonazione cellulare, e altro), ma anche metodi che usufruiscono di ausili tecnologici (come la PET e la TMS), e metodi che sfruttano entrambi.
Il dottor Cagno ha anche dichiarato “La comunità scientifica che non è direttamente coinvolta nella sperimentazione animale vede sempre più favorevolmente i contrari. Chi vive grazie agli esperimenti sugli animali, e sa fare solo questo, ha tutto l’interesse a considerare una minaccia il movimento antivivisezionista, soprattutto quello scientifico, perché, lungi dal fermare la ricerca, li renderebbe disoccupati e incapaci di procurarsi un altro lavoro”.

Caterina voleva dimostrare come la sua salvezza dipendesse esclusivamente dalla sperimentazione animale; il suo caso mediatico, però, ha suscitato per la maggior parte risposte in senso opposto: sperimentare e scoprire senza dover uccidere altri esseri viventi non è impossibile, le alternative al massacro sono notevoli e in alcuni casi vengono già applicate con successo.

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