Le sette assunzioni che inguaiano Marino

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Rosario Crocetta, governatore della Sicilia, ieri ha difeso a spada tratta il sindaco di Roma, Ignazio Marino, «una delle più grandi persone per bene che esistono in politica in Italia, lo posso urlare, e viene invischiato in un sistema romano di un partito ampiamente degenerato che gli impone amministratori che lui non voleva». Eppure ci sono ben sette nomi che legano il primo cittadino – che sino ad ora si è dichiarato «estraneo» -allosco sistema di Mafia Capitale.

Stando al settimanale Panorama, oggi in edicola, sono infatti sei i dipendenti assunti «a chiamata diretta», dall’ex chirurgo dem, cui si aggiunge un settimo nome a sua volta finito nella intercettazioni. Chi sono questi sette che potrebbero inguaiare Marino? In buona sostanza personaggi scelti personalmente dal primo cittadino, non attraverso un concorso pubblico ma con una delibera di giunta approvata o dal sindaco al suo vice, Luigi Nieri. Secondo il settimanale diretto da Giorgio Mulé il Comune di Roma sotto l’egida mariniana ha già assunto 140 persone a vari livelli di responsabilità e in 12 stando attendendo la chiamata in questi giorni.

Nel lungo elenco dei consulenti di Marino compare il nome di Mattia Stella. Giovane capo segreteria di Marino, non è indagato, ma è finito nelle intercettazioni di Salvatore Buzzi con Carlo Guarany, il quale sottolineando la necessità di «valorizzare Stella» spingevaper «legarlo più a loro». Un «rapporto privilegiato», scriveva a dicembre il gip Flavia Costantini, «che passava anche per incontri personali in luoghi diversi da quelli istituzionali, come quello monitorato dalpedinamen-to della sera del 22 gennaio, nel contesto temporale di un programma corruttivo».

Mattia Stella, classe 1981, autore del programma di Ignazio Marino in campagna elettorale e curatore dei rapp orti con i partiti, percepisce uno stipendio lordo annuo di 103.225,63 euro. Altro nome è quello di Andrea Bianchi. Ex capostaff di Nieri nell’ottobre del 2013 si è dimesso per aver presentato una falsa autocertificazione di laurea. Bianchi avrebbe guadagnato in un anno 115mila euro, quasi 10mila al mese. Per Bianchi è stato subito trovato un altro posto di lavoro. Uscito dal Palazzo Senatorio ha trovato un nuovo ufficio alla corte di Buzzi, nella Cooperativa 29 giugno. Per lui fu scelto un ruolo di fiducia: controllare tutto il sistema economico della cooperativa.

Anche Bianchi compare nelle intercettazioni dell’operazione Mafia capitale, nei dialoghi tra Buzzi e Carminati. Dice Buzzi: «Si però qui quando c’avemo Bianchi famo lavorà Bianchi». E prima «Me tocca riandà da quello scemo diNie-ri». Pochi giorni dopo l’arrivo di Bianchi la giunta concede a Buzzi un affitto stracciato per il quartier generale di via Pomona. Il provvedimento è firmato dal direttore del Patrimonio Mirella Di Giovine,in-dagata per corruzione, stipendio: 130.748,03 euro lordi. Di Giovine arrivò in Campidoglio attraverso una delibera di giunta.

Assunta con la stessa procedura, nello staff del vice-sindaco, Romina Raffo, 87.720 euro all’anno, non indagata, finisce nelle intercettazioni di Buzzi, che sostiene di averle consegnato, con causale «contributo per la campagna elettorale di Luigi Nieri», 5.000 euro. E ancora Calogero Salvatore Nucera, nato a Bath (Regno Unito), nel 1970, consulente all’Assessorato all’Ambiente,assunto con delibera di giunta, è indagato per rivelazione di segreti di ufficio.

È stato ex capo segreteria di Francesco D’Ausilio quando era capogruppo del Pd in consiglio comunale a Roma. Guadagnava part time 16.210 euro annui. Nello staffdell’exas-sessore alla Casa Daniele Ozzimo, agli arresti domiciliari, è stata poi assunta Brigidina Paone (27.797 euro di costo per il Comune). La signora Paone è finita ai domiciliari per aver fatto affari con la Coop 29 giugno. La cosa curiosa, nota Panorama, è che Paone era un’ex dipendente in pensione del Campidoglio e non si capisce come abbia ottenuto il contratto senza violare le norme sulle incompatibilità.

Poi c’è di Silvia Decina,ca-po della segreteria di Marino (costo: 142.850 euro l’anno). Decina al telefono con Buzzi parlava dei 10 milioni offerti «per il sociale» dal gruppo Le-royMerlin per l’apertura di un punto vendita da costruire su un terreno del Campidoglio. Dice Decina: «Però (Marino, ndr) ha chiesto che la seguissimo noi qui direttamente dal gabinetto perché se inizia a passare per tutti gli assessorati non ne usciamo vivi… Ha preferito la prendessimo in carico qui così almeno velocizziamo il tutto». Tra i contatti di Buzzi in Campidoglio ce n’è infine un settimo, non indagato. Si tratta di Enrico Puccini, assunto con delibera 336, capo segretaria dell’ex assessore alla Casa Ozzimo, 32.400 euro stipendio annuo, defini in un’intercettazione il capo della Cooperativa 29 giugno «la risposta sovietica all’Arcicon-fraternita» (il Vicaricato ndr). Buzzi si era adoperato per ottenere l’assegnazione, dal Comune, del servizio di accoglienza degli «sgomberati» di Centocelle. Sulla vicenda Puccini disse «Eh, va bé…è contento pure il sindaco». Marino non molla e continua a stare «sereno».

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