Le tracce di consumo e spaccio di cocaina di ragazze e frequentatori del “bunga bunga”

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E rimasto almeno un punto interrogativo, che Silvio Berlusconi potrebbe chiarire nell’udienza in cui oggi è chiamato a testimoniare (non indagato): nella residenza di palazzo Grazioli, in quella sarda di villa Certosa e infine ad Arcore, durante le “cene eleganti” con bunga bunga, qualcuno portava e usava cocaina, o no? Alla domanda – ammesso che l’accusa abbia pensato di rivolgergliela – Berlusconi, salvo ripensamenti, oggi non risponderà: ha già annunciato che, in quanto imputato in un procedimento connesso, si avvarrà della facoltà di non rispondere. È infatti accusato con Valter Lavitola, di aver indotto Gianpi Tarantini a mentire nei suoi interrogatori, sostenendo che l’ex premier ignorasse che le ragazze portate dall’imprenditore barese nelle sue residenze, si stessero prostituendo. A quanto pare, non si tratta dell’unico elemento sfuggito all’attenzione di Berlusconi, perché possiamo aggiungerne un altro: gran parte delle persone che hanno frequentato in questi anni, Tarantini incluso, ha avuto un forte legame con la cocaina. Tarantini – che nel processo di oggi è imputato di aver indotto decine di ragazze a prostituirsi – è già stato condannato in primo grado per cessione di stupefacenti. E se è vero che Tarantini e i suoi amici, al telefono, venivano intercettati mentre dicevano “mi raccomando, questa sera a casa Berlusconi andiamo puliti”, è anche vero che troppi, tra uomini e donne frequentati dall’ex premier, hanno usato o smerciato cocaina anche in grandi quantità.

I sei grammi di Iris

Anche Iris Berardi, che Berlusconi conosce nel dicembre 2008 quando è appena 17enne, tre mesi fa viene intercettata subito dopo la perquisizione del suo appartamento, mentre si sfoga con la madre: “Questo vecchio di merda mi sta davvero rovinando la vita”, dice dopo aver appreso che la polizia giudiziaria le ha sequestrato sei grammi di cocaina e i diari personali. Quei diari in cui racconta che “nella mia pur breve vita non mi sono fatta mancare nulla, ho avuto tutti i vizi del mondo: droga, alcol, sigarette, sesso e anche orge ad Arcore…”. Tra le varie esperienze della sua vita, la Berardi, non si fa mancare neanche quella di chiedere soldi a Berlusconi e di nascondersi a lungo nel proprio appartamento, non uscendo neanche per far la spesa, fingendo di essere altrove, per sfuggire alla polizia giudiziaria che le scampanellava a ogni ora del giorno e della notte piantonando a volte il pianerottolo. Gianpi invece vive in un appartamento dei Pa-rioli a Roma e, secondo le accuse, in passato avrebbe ricevuto da Berlusconi 500 mila euro, più 14 mila euro mensili, oltre l’affitto di casa e il pagamento delle spese legali. E sei grammi di cocaina, per lui, rispetto ai ritmi del 2008, sembrano briciole. Quando si trasferisce in Sardegna, nell’estate del 2008, Gianpi si muove in grande stile: spende 5mila euro per farsi trasportare delle mozzarelle con un volo privato, da Bari alla Costa Smeralda. Ma soprattutto, per l’accusa, porta in Sardegna mezzo chilo di cocaina.

Cinque etti per Gianpi

Lo tiene in cassaforte, nelle settimane in cui organizza feste e frequenta B. Nove mesi dopo Gianpi incassa dall’imprenditore Enrico Intini – secondo le accuse, per le mediazioni effettuate con Finmeccanica – soldi in mazzette da 500 euro, in una scatola di scarpe, anche se con il colosso di piazza Monte Grappa, poi, di affari non ne arrivano. E se i 5 etti di Gianpi sembrano tanti, passiamo ai 2,7 chili sequestrati a Milano in via dell’Olgettina.

La cantina di Maristhell

A Maristhell Polanco, che alle feste si travestiva da Ilda Boccassini, il 3 agosto 2010 i finanzieri arrestano il fidanzato dominicano Carlos Manuel Ramirez De La Rosa. Carlos e Maristhell (che non viene indagata per questa vicenda) vivono insieme in un appartamento pagato da Berlusconi, in via Olgettina 65 e i finanzieri, nella cantina di casa, trovano 2,7 kg di coca mentre altri 10 li sequestrano in un altro box affittato da Carlos: in totale quasi 13 kg. Ma c’è chi riesce ad averne ancora di più: a Federica Gagliardi, nel marzo scorso, le Fiamme Gialle sequestrano ben 24 chili di coca mentre sbarca dall’aeroporto di ritorno dal Venezuela. È la stessa Federica Gagliardi, la “dama bianca”, che accompagnò B. a Panama, con l’immancabile Valter Lavitola, volando su un aereo di Stato, in visita all’ex presidente panamense Ricardo Martinelli. La Guardia di Finanza il 14 marzo scorso le trova 21 panetti di coca distribuiti fra trolley e zaino. La donna sostiene di essere stata “fregata”: qualcuno li avrebbe messi a sua insaputa.

L’Ape regina

Dalla “dama bianca” p as s ia-mo all’Ape regina, ovvero Sabina Beganovic, imputata a Bari con Tarantini nel processo in corso oggi: anche lei è accusata di aver favorito la prostituzione delle ragazze presentate a Berlusconi. Nel 2003 la donna slava è molto amica di un importante trafficante di droga kosovaro, che si chiama Bashkim Nezi-ri. Non risulta sfiorata da indagini sul commercio di coca, ma che l’abbia invece usata in quell’estate del 2008, mentre frequentava Gianpi e Berlusconi, emerge dagli atti di indagine e dalle testimonianze. Un’altra conoscenza dell ‘ex premier, Sara Tom-masi, che ha ammesso di aver usato cocaina al settimanale Chi, nel 2011 invia all’ex Cavaliere sms pieni di rancore ma è delusa anche dal fratello Paolo Berlusconi. Siamo certi che quella di Tommasi sia stata soltanto un’i ll az ione dettata dalla rabbia. Ma questo è l’sms che invia a Paolo Berlusconi: “Se io mi devo kurare, tu piantala con la cocaina, cani e mignotte!”.

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