Legata alla sedia dai rapinatori, anziana precipita dalle scale e muore

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■■■ Era stata legata ed imbavagliata a scopo di rapina, nella sua casa in un piccola cittadina del cuneese, tra Alba e Bra. Ma nonostante l’eta -la protagonista della storia aveva 84 anni e da tutti era conosciuta come la «sarta» del paese – non si è persa d’animo. Prima «buona buona» ha atteso che i banditi portassero via quel poco che c’era in casa – un piccolo appartamento in cui da anni viveva da sola – poi, nel momento in cui ha compreso che i malviventi se n’erano definitivamente andati, ha tentato in ogni modo di liberarsi. Ed è proprio qui che Mariangela Prandi ha trovato la morte. Proprio nel tentativo di liberarsi da quello che i suoi rapinatori le avevano fatto. Secondo i primi accertamenti, infatti, l’anziana donna sarebbe caduta dalle scale ed morta poco dopo aver battuto la testa sui gradini delle scale. A ritrovare il cadavere, nella tarda serata di ieri, i vicini di casa, che hanno subito dato l’allarme. Sul corpo, da una prima ispezione medico-legale, non ci sarebbero segni di violenza. Comunque, nelle prossime ore, sul cadavere sarà eseguita l’autopsia.

Come detto, dalle prime ricostruzioni condotte dai carabinieri, la donna è stata sorpresa nel pomeriggio di domenica da due ladri. Che per agire completamente indisturbati, l’hanno dapprima immobilizzata e poi legata con del nastro adesivo al primo piano dell’abitazione. Successivamente hanno messo a soqquadro tutto l’appartamento alla ricerca di denaro e preziosi. Quando i due hanno lasciato la casa, la donna ha quindi tentato di liberarsi, ma è precipitata dalle scale che collegano i due piani, cadendo mortalmente.

Gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore di Asti Donatella Masia, in queste ore stanno cercando di capire quale sia stata l’entità del furto perpetrato e tentando di risalire all’individuazione dei responsabili del delitto. Capire se i malviventi conoscessero la donna, o se si sia trattato di una banale rapina, messa a segno da avventori. Una banale rapina finita poi in tragedia. Gli investigatori stanno anche lavorando ad eventuali analogie con l’omicidio del gioielliere di MonteuRoero Patrizio Piatti, 64 anni, ucciso una quindicina di giorni fa nel garage di casa mentre stava per partire per Torino, dove aveva il laboratorio di preziosi. Un omicidio commesso la mattina del 9 giugno scorso, con un colpo di pistola alla testa: resta da capire se si sia trattato di un proiettile partito durante la colluttazione, quando la vittima ha sorpreso i ladri, oppure se i malviventi volessero colpire proprio il gioielliere.

Ad agevolare forse le indagini, nelle scorse ore in caserma si sono presentati alcuni testimoni che hanno incrociato i malviventi durante la fuga. Grazie a loro si è riusciti anche a ricostruire l’identikit dei banditi.

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