L’ex spogliarellista è oggi Sua altezza reale. Cerimonia alla presenza di teste coronate, cena “pentastellata” e valigie pronte: lei e il marito Carl Philip lasceranno la Svezia per vivere a New York

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Potete scegliere tra Vostra altezza reale la principessa Sofia oppure Vostra altezza reale la duchessa di Varmland, il titolo conquistato grazie alle nozze. Certo, se vi capiterà di incontrarla, non dovrete più rivolgervi a lei con il cognome da nubile, Hellqvist, perduto così come la possibilità di votare ed esprimere opinioni personali, né tantomeno fare riferimento a quei bei tempi lontani in cui ballava seminuda in alcuni night di Stoccolma. Se proprio volete accennare alle sue abilità motorie, lasciate perdere il palo della lap dance e complimentatevi per il modo in cui ha saputo volteggiare nelle sale affrescate e stuccate d’oro della galleria intitolata a Carlo XI, teatro del gran ballo a chiusura del matrimonio.

Un matrimonio festoso durato praticamente una settimana, complice quel 6 giugno in cui si celebra la Nazione e si sta tutti a casa. La prima volta in cui a Sofia è stato concesso il privilegio di sfilare accanto ai Bernadotte con tanto di abito tipico, da lei ben interpretato non fosse stato per le scarpe con il tacco. E quanto la bella Sofia sia riuscita a entrare nella royal family, a cancellare ogni resistenza su quel passato desnudo non proprio da curriculum ideale se si ambisce a sposare il secondogenito di un re, è ben rappresentato dalla piccola Estelle, primogenita di Victoria e come la mamma chiamata un giorno a regnare, seduta sulle sue ginocchia durante il rituale giro in carrozza. Una promenade dove tutti gli occhi erano per lei, Sofia la redenta, nonostante l’agguerrita “concorrenza” della nipotina e della cognata Madeleine, sempre splendida e all’ottavo mese di gravidanza.

Più intimo – giusto lei, il neomarito Carl Philip e il cocchiere – il corteo per le strade della capitale addobbata di gagliardetti gialli e blu, i colori della Svezia, al termine della messa nella cappella reale del palazzo di città che dal 1613 ospita tutti gli eventi principali della monarchia. Una promessa d’amore eterno pronunciata davanti a un gran parterre di teste coronate, praticamente tutti i reali d’Europa tranne i soliti Windsor, che per tradizione non si mescolano agli altri e se lo fanno è attraverso i membri minori della casata, quelli buoni per matrimoni e funerali. Quindi cocktail nei giardini reali e cena curata da cinque chef svedesi stellati capitanati da Fre-drik Eriksson, così amico del principe da soppiantare l’italiano Stefano Catenacci, di solito la prima scelta della corte in simili occasioni, si vedano entrambi i matrimoni delle sorelle di Carl Philip. Cornice della serata, come tradizione vuole, le sale della Vita Havet Assembly usate per i pranzi ufficiali, quando il palazzo barocco assolve appieno la sua funzione di rappresentanza, visto che la famiglia vive altrove, fuori dalla città.

E via da Stoccolma si stabiliranno anche Carl Philip e Sofia: almeno per parte dell’anno la coppia starà a New York, in un ideale passaggio di testimone con Madeleine, prossima a trasferirsi a Londra con marito e figli dopo il parto.

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