Lino Guanciale: “Recitare mi ha risparmiato l’analista”

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Lino Guanciale è molto giovane, ma ha già un curriculum fitto di lavori in teatro, al cinema e in Tv. Dopo il successo di Che Dio ci aiuti, è il protagonista di La dama velata, la nuova fiction di Raiuno che ripercorre i giochi di potere e i rapporti tra uomo e donna a fine ’800. Una vicenda piena di amori, infelicità e sentimenti forti, celati per convenienza e poi destinati a esplodere, trasformandosi in nevrosi. Il personaggio che interpreta Lino Guanciale è il conte Guido Fossà, un dandy pieno di luci e ombre, che nel corso della storia si evolverà in modo sorprendente.

Una sfida professionale importante la sua, visto che ha iniziato a fare l’attore senza crederci fino in fondo. «Per me era quasi un’alternativa alla psicoterapia, volevo imparare a relazionarmi agli altri. Infatti, nonostante praticassi rugby, uno sport di squadra, ero un solitario, timido e introverso. Quando da Avezzano, in Abruzzo, mi sono trasferito a Roma per studiare Lettere, ho iniziato a pensare che iscrivermi a una buona scuola di recitazione potesse essere un modo interessante per vincere le mie insicurezze. Ne ho parlato con mia nonna, che mi ha dato il suggerimento giusto».150183_104502819747902_1407969670_n-690x350

Quale? «Mi ha detto: “Lino, a Roma ho sentito parlare di una scuola importante, la Silvio D’Amico, tanti attori bravi sono usciti da lì, vai a vedere”. Ho tentato e, non so ancora come, mi hanno preso».

Sua nonna conosce il mondo della recitazione?

«No, affatto, ma è un’appassionata di sceneggiati televisivi e conosceva tutto sugli attori. La mia è una famiglia di antiche radici contadine, papà è un medico e appartiene alla prima generazione di laureati, mamma invece è una direttrice scolastica. Le mie nonne avevano però un grande temperamento artistico, credo di aver preso da loro. Una purtroppo non c’è più. La nonna però che mi ha guidato verso i primi passi di attore ed è ancora la mia fan più fedele. Quando mi esibisco in teatro, ovunque sia lo spettacolo, per la “prima” organizza pullman di parenti. Credo sia per questo che continuano a propormi ruoli, faccio fare sempre tutto esaurito».

Suo padre come ha preso la sua decisione di fare l’attore?

«Papà credeva che io diventassi medico come lui. Aveva fatto tanti sacrifici per studiare, e sperava che dessi un seguito alle sue scelte. Finito il liceo ho pensato anche io che fosse la strada giusta. Ho studiato per superare il test d’ingresso e ci sono riuscito. Papà era al settimo cielo, ma il giorno prima dell’iscrizione sono andato a casa e ho comunicato la mia decisione irrevocabile: sarei andato a studiare Lettere a Roma. Mamma e le nonne sono state felicissime, se l’aspettavano. Papà per mezza giornata mi ha trattato malissimo, poi la sera a cena mi ha detto, rassegnato: “Accetto la tua scelta, ma io adesso come ti aiuto? Non conosco nessuno”. Ho capito che la sua maggiore preoccupazione era la totale estraneità a certi ambienti di lavoro, e la consapevolezza di non potermi essere di aiuto in un settore molto diverso dal suo, e certamente non mol

E invece, visti i risultati, non ha avuto problemi a inserirsi.

«Non è vero: mi sentivo e spesso ancora mi sento un pesce fuor d’acqua. Quando studiavo all’Accademia, ma anche ora che lavoro, mi capitava di portarmi dietro un certo senso di inadeguatezza. Mi dicevo e mi dico: “Ma io che c’entro con tanti attori che hanno alle spalle tradizioni artistiche antiche, in certi casi di generazione in generazione?” Per fortuna c’è mio fratello, più piccolo di me di tre anni, che fa lo psicologo e mi aiuta a elaborare certe sensazioni di straniamen-to».

È per questo che ha preferito vivere in un quartiere periferico e popolare di Roma?

«Credo di sì. La vita di quartiere mi riporta alla solidità della mia infanzia nella provincia abruzzese».

Oggi attori di cinema che disdegnavano la Tv si sono convertiti alle fiction. Una scelta economica, un modo per diventare popolare più in fretta, o uno sdoganamento da antichi snobismi?

«Credo che di recente la Tv proponga ottimi prodotti. Alcune fiction, dirette anche da registi importanti, potrebbero essere prodotti cinematografici. E poi è evidente, non posso negarlo, che interpretare una fiction di successo significa farsi conoscere da milioni di persone».

È ancora fidanzato con la famosa attrice misteriosa?

« Sì, felicemente, siamo molto innamorati e tra poco a sorpresa faremo outing. E poiché avete rispettato i patti, sarete i primi a sapere chi è».

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