L’isis minaccia ancora Roma con l’hashtag #WeAreComingToRome

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Continuano le minacce verso Roma degli estremisti dell’Isis. L’ultima minaccia arriva tramite Twitter con l’hashtag #WeAreComingToRome (stiamo arrivando a Roma). Il caos interno spinge le milizie e tribù a giurare fedeltà All’isis ad applicare lasciaria nei territori conquistati. In Cirenaica gli strumenti musicali vengono bruciati in piazza in un’allucinante scenario.
L’Egitto è pronto ad altri raid, ma il mondo arabo non sembra sostenerlo. Un appello all’unità arriva invece da Washington dove Barack Obama ha riunito 60 paesi per stabilire una strategia contro il terrorismo “non è una guerra all’Islam, l’isis non rappresenta 1 miliardo e mezzo di musulmani” queste sono state le parole di Barack Obama.news_img1_70028_isis-tweet.jpg

Ma il tempo stringe e attribuì si festeggia con paura l’anniversario della rivoluzione. Washington Quelli dell’Isis sono in Libia da tempo. All’inizio confusi con altre formazioni estremiste molto attive nella regione di Dema, poi hanno tentato di allargarsi, grazie anche al sostegno della casa madre. La forza dei mujaheddin libici non è ancora paragonabile alle unità del Califfo, organizzate come un esercito capace di prendersi pane dell’Iraq e un pezzo di Siria. Ci stanno lavorando ma intanto hanno investito sul fronte più facile: quello della propaganda. Non potendo mettere a segno successi militari importanti contro milizie agguerrite hanno scelto la strada delle decapitazioni, uccisioni orrende filmate con cura e diffuse sul web. Mossa che equivale oggi a trasmetterle in mondovisione. Per farlo si sono procurati le vittime: 20 egiziani copti ai quali hanno aggiunto Matthew Aiyrga, un muratore del Ghana finito nelle loro mani e aggiunto al gruppo. Poi hanno eseguito il sacrificio umano con uno scenario perfetto: una spiaggia  dicono vicino a Sine  che «guarda» verso l’Italia per dire andiamo oltre l’orizzonte.

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