Lombardia, rinviati a giudizio 56 ex consiglieri regionali tra cui la Minetti e Renzo Bossi

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Rinviati a giudizio per l‘udienza preliminare 56 ex consiglieri della giunta regionale della Lombardia. La decisione è stata presa dal giudice Fabrizio D’Arcangelo; le accuse a vario titolo sono truffa e peculato. Il procedimento penale per gli imputati sostanzialmente comincerà il primo luglio proprio davanti ai giudici della X sezione penale del Tribunale di Milano.

Tra i 56 ex consiglieri finiti nel calderone sono presenti anche nomi noti come quelli dell’igienista dentale di Berlusconi Nicole Minetti, e poi ancora il figlio di Umberto Bossi ovvero Renzi Bossi conosciuto da tutti come il Trota ed infine l’ex presidente del consiglio Davide Boni. Il giudice per l’udienza preliminare Fabrizio D’Arcangelo ha già emesso le prime condanne ed infatti tre sono i consiglieri regionali della precedente legislatura che si sono visti infliggere pene che vanno dai 18 ai 24 mesi, due anni per l’ex vicepresidente regionale Pd Carlo Spreafico; condannati a pene inferiori Alberto Bonetti Baroggi del Pdl ed Angelo Costanzo del Pd.

Al processo che come anticipato partirà il prossimo mese di luglio, compariranno alcuni ex assessori della giunta Formigoni, tra i quali Romano Colozzi, Massimo Buscemi e Giulio Boscagli. Nello specifico vengono contestate quelle che sono state definite “spese pazze” per oltre 3 milioni di euro per acquisti che praticamente non rientravano in quelli consentiti dal ruolo istituzionale. Nello specifico sarebbero stati individuati dei rimborsi per spese effettuate in pasticceria, brioche , caffè, taxi, autonoleggi per trasferimenti che non corrispondevano a spostamenti legati all’esercizio delle funzioni da consigliere regionale. Ed ancora, nutella e biglietti dell’Atm, ma anche videocamera, fotocamera reflex, pernottamenti in hotel, ricariche telefoniche, ristoranti: c’era davvero di tutto nel “calderone” delle “spese pazze”.

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