Londra: in Tunisia presto altri attacchi Sicurezza, l’Italia aumenterà le spese

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I militari presidieranno gli obiettivi sensibili per almeno altri sei mesi. Il piano che sarebbe scaduto domani, è stato immediatamente rifinanziato dal Consiglio dei ministri. Anche se la presenza dell’esercito nelle strade è probabilmente qualcosa che diventerà definitiva. A confermarlo è il ministro della Difesa Roberta Pinotti che, ieri, ospite della trasmissione In mezz’ora ha dichiarato: «Un numero significativo di militari impegnato a controllare gli obiettivi sensibili è una misura che credo debba diventare sistemica. È giusto tagliare la duplicazione degli assetti, ma serve dire con chiarezza che sotto un certo limite non si può andare, le risorse vanno date: abbiamo bisogno di più difesa».

II ministro spiega che se ne è parlato nell’ultimo cdm e che «già dai prossimi giorni verranno prese decisioni». «In questi mesi siamo sempre stati allertati, anche l’Italia come la Francia potrebbe essere vittima di attentati, non abbiamo mai pensato di essere immuni – ha aggiunto il ministro – Anche se, rispetto alla Francia, non abbiamo immigrati di terza generazione, il che sembrerebbe ridurre i rischi da un punto di vista sociologico». L’attenzione ai “lupi solitari” e a quegli esaltati dell’islamismo che cercano di fare proselitismo sul web è elevatissima. Controlli fittissimi agli arrivi dalla tratta dei Balcani. «Sul fronte terrorismo – ha infatti confermato Pinotti – dai Balcani è molto più semplice arrivare in Italia che da altri luoghi. Noi che abbiamo un numero significativo di militari in Kosovo non l’abbiamo ridotto alla luce di questa consapevolezza. Sappiamo non da oggi che c’è un fronte nell’Adriatico e che la zona non diventi esportatrice di insicurezza è un punto messo a fuoco nell’ultimo anno».

Da qui la decisione del Viminale di chiedere a prefetti e questori rigore massimo per i porti di Ancona, Bari e Brindisi. Le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli agli sbarchi, prestando particolare attenzione alle navi provenienti dalla Grecia. Il vero pericolo è che i terroristi, circolando in area Schengen, possano superare i varchi e mettere piede sul territorio italiano liberamente. «Sappiamo che il porto è un obiettivo sensibile – spiega il questore di Ancona Oreste Capocasa – già da tempo c’è un sistema rigoroso di controlli, soprattutto nelle navi dalla Grecia che essendo in area Schengen hanno passeggeri che godono di libera circolazione». Secondo un rapporto in mano all’intelligence, infatti, l’imbarco a Patrasso è considerato la soluzione meno complicata per raggiungere l’Italia, proprio per effetto del regime della libertà di movimento alle frontiere.

«Come respingere questo nuovo pericolo, senza mettere in discussione i capisaldi dello Stato di diritto? – interviene il ministro della Giustizia Andrea Orlando sul rischio terrorismo in Italia durante il Congresso nazionale di Unicost a Orvieto – Questa è la sfida complicata che abbiamo di fronte. Nel semestre Ue l’Italia aveva preso l’iniziativa per una Procura europea, ma terminata la sua presidenza si sono fatti passi indietro».

E l’allerta non accenna a diminuire. Ieri il governo britannico ha lanciato un nuovo allarme: estremisti islamici potrebbero colpire altri resort turistici in Tunisia. A compiere gli attacchi potrebbero essere «individui non noti alle autorità e le cui azioni sono ispirate da gruppi terroristici attraverso i social network».

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