Ossitocina: l’ormone dell’amore materno fa dimagrire

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L’ormone ossitocina da oggi può essere inalato con uno spray nasale; serve a dimagrire e a dire addio ai cibi grassi. Lo rivela uno studio dell’Harvard Medical School di Boston (USA) condotto finora soltanto su uomini.L’ossitocina si può definire l’ormone dell’amore materno (basilare al momento del parto e nel legame affettivo madre-figlio fin dai primissimi giorni): migliora il metabolismo, spinge a consumare meno calorie, riduce la quantità di cibi assunti (specie quelli grassi) e il loro assorbimento, quindi oltre a far dimagrire questo ormone potrebbe rivelarsi ottimo per contrastare l’obesità.

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A livello terapeutico l’ossitocina può estendersi anche al trattamento di patologie come l’autismo.Lo studio condotto da Elizabeth Lawson e dal suo team ha messo in evidenza che l’ossitocina può migliorare il controllo glicemico nel sangue.
Seppure l’ormone ossitocina spinga a consumare meno calorie e quindi meno cibo, pare che il meccanismo con cui riduce il consumo di calorie non sia associato al senso di sazietà percepito da chi usa lo spray.

Basta una sola dose spruzzata per ridurre la quantità di cibo richiesta dall’organismo con conseguente riduzione di calorie. Tutto questo è stato dimostrato in un esperimento condotto dai ricercatori dell’Harvard Medical School. Lo spray all’ossitocina è stato somministrato ad un gruppo di uomini prima di offrire loro la colazione mentre ad un altro campione di uomini è stato somministrato uno spray contenente placebo. Dai risultati è stato evidenziato che con una sola dose di ormone ossitocina la quantità di cibo ingerita dai volontari si è ridotta.

Finora gli esperimenti sull’ossitocina sono stati eseguiti su uomini, presto verranno ripetuti anche su alcune donne volontarie per verificare se gli effetti saranno gli stessi. Tanto per gli uomini quanto per le donne gli esperimenti andranno poi ripetuti per accertare se l’effetto dell’ormone sia a lungo termine.L’ossitocina spray ha già ricevuto l’approvazione dalle autorità europee di controllo sui farmaci, ora bisognerà vedere se quelle statunitensi faranno lo stesso.

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