Lucca: 4000 persone soffrono la fame

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Lucca: un dossier sulle povertà recentemente illustrato dalla Caritas è stato al centro dell’Omelia che l’arcivescovo Italo Castellani ha pronunciato durante la messa pasquale, in cattedrale. Mons. Castellani riprende un discorso di Papa Francesco sulle “periferie dell’esistenza” e, ricordando che le prime periferie sono il nostro cuore e la nostra casa; che qui è intesa come l’insieme delle persone che ci vivono e la frequentano, analizza le persone che ci circondano e che troppo spesso vengono considerate in modo ostile. Persone che si trovano oggi sempre più spesso in uno stato di povertà che ha diverse forme.

La povertà alimentare, sul tema l’arcivescovo spiega «Sul nostro territorio ci sono almeno 1435 nuclei fa miliari, quasi 4.000 persone, che non hanno cibo in quantità e qualità sufficiente. Per rispondere a questa necessità ecco il mio invito pasquale alle nostre comunità: il “cesto della carità” che è ben in evidenza in ognuna delle nostre chiese per la raccolta settimanale dei generi alimentari alla messa domenicale e che spesso “piange”, cioè è semivuoto”.

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Per rispondere a tale necessità vitale, questa è la proposta e impegno pasquale per chi va a messa la domenica: “A messa con un pacco di pasta”: ovvero… olio, pasta, biscotti, latte a lunga conservazione e alimentari non deperibili! Questo gesto se condiviso e partecipato lungo la settimana da tutti i componenti della famiglia avrà una benefica ricaduta sociale sull’educazione e formazione alla gratuità soprattutto dei nostri bambini e giovani, imparando sin da piccoli a farsi carico degli altri. E’ qui che, come famiglie e comunità cristiana, dobbiamo lavorare a fondo: coltivare nei figli il germoglio della carità, della solidarietà. Questo, a ben pensare, è il valore aggiunto e la vera sfida che come società abbiamo di fronte: formare cittadini solidali!».

Il discorso di Monsigor Castellani è proseguito cosi: «La situazione più grave e conseguente, anche sul nostro territorio, è quella di bambini e adolescenti: figli di famiglie che vivono in povertà Questi minori, pivati già oggi di diritti civili e sociali essenziali, sono i più esposti al rischio del domani: l’assenza di relazioni serene in famiglia; l’inclusione mancata tra i coetanei nei luoghi ordinari dove si condivide la fede, si intrecciano amicizie, si gioca e si fa festa; l’abbandono scolastico, la difficoltà a una formazione professionale e il rischio di non trovare appena più grandi il lavoro, preludono per loro a un futuro con poche possibilità se non senza speranza».

L’arcivescovo richiama quindi le istituzioni ad attuare provvedimenti:

«In questa cornice appare particolarmente interessante la proposta che da anni la Chiesa italiana persegue di un’alleanza contro la povertà per un “reddito di inclusione sociale”, misura ormai adottata da tutti i paesi europei ad eccezione dell’Italia e della Grecia e raccomandata agli stati membri. Per “reddito d’inclusione” si intende una misura universalistica di sostegno al reddito per le famiglie e gli individui in povertà, accompagnata da importanti, continuative ed efficaci azioni di accompagnamento e di supporto all’inclusione lavorativa e sociale».

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