Macedonia: cinque morti in scontri con gruppi armati al confine con il Kosovo

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Guerriglia in Macedonia, dove la polizia con grande spiegamento di forze ha cercato di neutralizzare un gruppo armato, circa un’ottantina di uomini, che si sono infiltrati in un quartiere alla periferia di Kumanovo, una città nel Nord del paese, al confine con Serbia e Kosovo; gli uomini si erano nascosti in case disabitate.

I ribelli erano in possesso di armi automatiche con le quali hanno attaccato le forze dell’ordine e anche con bombe a mano; il bilancio finora è di cinque agenti morti e 30 feriti; i ragguagli li ha forniti in serata dalla tv privata Telma. Le vittime sarebbero tre poliziotti e tre civili. Ma le autorità hanno fatto sapere che il bilancio ufficiale degli scontri verrà reso noto a operazione conclusa; pare ci siano vittime anche nel commando.

Il portavoce del ministero dell’interno Ivo Kotevski ha definito il gruppo armato: “gruppo terroristico” è ha dichiarato che è penetrato illegalmente in Macedonia da un non meglio precisato “paese vicino”; che con tutta probabilità è il Kosovo. Questo nuovo raid arriva a solo tre settimane di distanza dall’incursione di un gruppo armato di albanesi arrivati dal Kosovo, che hanno preso il controllo brevemente di un commissariato alla frontiera Nord macedone, reclamando la creazione di uno stato albanese sul territorio della Macedonia.

La Macedonia, è una repubblica ex jugoslava con circa due milioni di abitanti in attesa di essere accolta nella Ue; il 25% della popolazione è di etnia albanese, di religione musulmana per l’80%. La maggioranza degli abitanti invece è slava-ortodossa; e il clima è sempre teso con frequenti incidenti e provocazioni a sfondo interetnico. Nel 2001 la Macedonia fu messa a ferro e fuoco da una guerra tra separatisti albanesi, appoggiati dagli indipendentisti del Kosovo, e le forze governative che provocò centinaia di morti.

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