Mafia Capitale, confermata l’associazione di stampo mafioso

336

Confermati nella giornata di ieri gli arresti per tre dei quattro indagati nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale della dda di Roma. Rimarranno, dunque, in carcere il Presidente della cooperativa 29 giugno, ovvero Salvatore Buzzi, l’ex comandante della polizia provinciale di Roma Luca Odevaine,vicecapo di gabinetto del sindaco ai tempi di Walter Veltroni e l’ex ad di Ama Franco Panzironi insieme agli altri 16 indagati che avevano fatto ricorso contro le diverse misure cautelari poste a loro carico.

Abbiamo detto che soltanto 3 dei quattro resteranno in carcere, mentre il quarto appunto ovvero Giovanni De Carlo tornerà in libertà per l’annullamento dell’aggravante mafiosa contestata nei suoi confronti. Dunque, Salvatore Buzzi ovvero il Presidente della cooperazione 29 giugno rimarrà in carcere; i giudici di piazza Cavour hanno rigettato sia il ricorso di Buzzi che i ricorsi di Carlo Maria Guarany e di Agostino Gaglianone e dichiarato inammissibili quelli presentati da Paolo Di Ninno, Claudio Caldarelli, Alessandra Garrone e Raniero Lucci.

Intervenuto l’avvocato di Buzzi, ovvero Alessandro Diddi il quale ha dichiarato: «Ho contestato soprattutto l’accusa di associazione mafiosa perché dal materiale di indagine non risulta un solo atto del mio assistito, o di Carminati, che sia stato compiuto con intimidazione. Possiamo parlare della corruzione, cosa che comunque è da provare e per la quale ci sono delle spiegazioni, ma non di mafia. Il Pg Riello invece ha condiviso completamente i contenuti dell’ordinanza cautelare e ha ritenuto esistenti gli indizi dell’associazione mafiosa». L’appuntamento adesso è rinviato al mese di maggio quando verranno depositate le motivazioni del verdetto della Suprema Corte.

Condividi