Mara Venier, con l’Isola dei Famosi torna alla riscossa

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E ora come va?

«Ora le parlo continuamente, le racconto ogni cosa, ma riesco a comunicare davvero con lei solo quando le canto quella vecchia canzone: “Mamma tu compri sempre balocchi e profumi”. E lei mi risponde: “Profumi per me”».

In tutto questo, Maria De Filippi l’ha invitata a fare il giudice popolare a Tu si que vales. E lei ha riscosso un tale successo che nella prossima edizione sarà un giudice fisso. E intanto sta spopolando all’Isola…

«Per questo dicevo che quando qualcosa ti viene tolto, qualcos’altro si apre. Del lavoro non me ne fregava più niente, e avevo una dose di amarezza per il modo in cui la Rai mi aveva messo alla porta. Sono state dette tante cose sul mio allontanamento, ma sono state dette da altri. È vero che alla Vita in diretta dopo di me è arrivata Paola Perego, e anche a Domenica In. Ma io non ho mai detto: “Quindi è colpa di Paola”. Pensavo di essere invecchiata, di non piacere più, che c’erano quelle più giovani, i nuovi vertici… E invece adesso, grazie a Maria De Filippi, il direttore generale della Rai Gufatosi mi ha voluta incontrare per farmi i complimenti. E vengo pagata come se conducessi un programma ma non ho quella responsabilità, così sono libera di fare su e giù da Mestre».

In onda nasconde il suo dolore…

«E la mia terapia, mi dimentico di tutto, mi distraggo completamente. Ma credo che ricorderò sempre il momento in cui hanno fatto sbarcare a Cayo Cochinos alcuni parenti dei naufraghi, la nonna di Scanu, la figlia di Rachida. Con Alfonso (Signorini, ndr) ci siamo guardati con gli occhi pieni di lacrime. Lui ha perso la mamma due anni fa, la mia non mi riconosce da tanto tempo. E vedendo quella scena, abbiamo pensato: “A noi due tutto questo non potrà più succedere”».

Quando non va a Mestre come funzionano le sue giornate?

«Vado al supermercato a fare la spesa, cucino. La mattina all’alba per prima cosa metto su la macchinetta del caffè e me la sparo tutta. E poi guardo la televisione, Agorà e tutti i programmi di politica».

E vero che suo marito Nicola Carraro le scrive bigliettini romantici?

«Sì, per ogni anniversario e compleanno, e li conservo sempre. Ci siamo conosciuti a una cena con amici, era il 19 settembre del 2000. A un certo punto lui mi ha detto: “Ah, ma io ti conosco”, e io ho pensavo parlasse di Domenica In, dei miei successi… Macché: “Ti conosco perché tanti anni fa Jerry Calà m’ha detto: ‘Mi sono innamorato di una donna che fa una pasta e fagioli meravigliosa’ ”. Non ci potevo credere! E tutto è nato da quella pasta e fagioli. Per me Nicola è l’amore vero. A 16 anni avevo in mente questa tipologia di amore: stare insieme, rispettarsi, non tradirsi, convivere e avere le stesse voglie. Ma poi ho fatto certe brutte esperienze… Quando a 50 anni ho conosciuto Nicola, mi sono detta: “Allora avevo ragione! In questi 35 anni davo perle ai porci!”».

Ha detto che sua mamma, i suoi due figli Elisabetta e Paolo, e suo nipote Giulio sono tutta la sua vita. Ma anche che c’è voluto tempo per trovare l’unione… «Sa, non è facile accettare una mamma come me, ingombrante, un po’ matta, che ha cambiato mariti. A un certo punto, i figli ti presentano il conto. E tu devi dare delle spiegazioni, e magari non puoi perché quando sei giovane fai delle cose che non hanno sempre una logica. Io a 17 anni non avevo la maturità per fare la madre, ho tentato, ma in realtà era mia madre a pensare a Elisabetta. C’è stata tanta sofferenza, incomprensioni anche fra i miei figli. E anch’io e Elisabetta non ci siamo sentite né viste per mesi, una lite furibonda perché io avevo detto una parolaccia davanti al piccolo Giulio. Ma posso dire ancora una volta grazie a mia madre se ci siamo ritrovate, perché è stato grazie alla sua malattia. Verso il 10 dicembre Elisabetta ha chiamato e mi ha detto: “Mamma è tanto che non ci vediamo, non ce la faccio più a stare senza di te”».E lei? «E io non aspettavo altro».