Marino si, Marino no: Roma, la spine del Sindacto

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Non poteva esserci un periodo più nero per Ignazio Marino, il sindaco di Roma stretto tra i tentacoli di Mafia Capitale che erano riusciti ad arrivare in Campidoglio e il governo che non pensa minimamente a dargli una mano. Matteo Renzi, che pure aveva Buzzi seduto al tavolo della sua cena di finanziamento di novembre, non ha detto mezza parola a favore di Marino.

Un silenzio che sa più di abbandono, diverso dalla linea “garantista” scelta per il sottosegretario Giuseppe Castiglione, indagato a Catania. Non solo: due giorni fa il governo ha bloccato le norme che gli avrebbero consentito di prelevare dalla gestione straordinaria del debito i fondi per il Giubileo. Lo gestirà il prefetto Franco Gabrielli.

Oggi però inizia anche il tesseramento del Pd romano. E già ci si immagina la fila fuori dai circoli che – se tutto va bene – non saranno incendiati, come quello di Mirko Coratti.

Tutti gli indagati nelle file Democrat

Coratti, come altri Dem, è indagato nell’inchiesta romana. Nessuno per mafia. Che l’ex presidente dell’Assemblea capitolina fosse coinvolto nell’indagine si sapeva già da dicembre, quando uscì fuori pure l’intercettazione di Salvatore Buzzi che diceva “Me so’ comprato Coratti”. Otto giorni fa poi è stato arrestato. Durante l’interrogatorio di garanzia ha negato le accuse, lui come l’ex assessore alla casa Daniele Ozzimo, altro indagato Dem e altro imbarazzo per Marino. Sotto inchiesta anche Massimo Caprari, consigliere comunale, e Pierpaolo Pedetti, ex consigliere comunale e presidente della VII commissione Patrimonio e Politiche abitative del Comune di Roma. Entrambi arrestati.

Roma come Ostia. Perché anche Andrea Tassone, presidente del X municipio è finito ai domiciliari perché riceveva “attraverso Solvi, suo intermediario, somme di denaro non inferiori a 30 mila euro”.

Dalla foto imbarazzante alla telefonata del capo staff

Con la seconda retata di Mafia Capitale quindi aumenta la quota Pd coinvolta nell’inchiesta. Un altro colpo a Marino che già a dicembre aveva dovuto superare l’imbarazzo di quella foto nella sede della 29 Giugno con Salvatore Buzzi: immagine che smentiva le sue parole: “Non conosco Buzzi”, aveva detto. Superata la bufera di allora, ne è arrivata un’altra. Solo pochi giorni fa è stata pubblicata anche la telefonata tra Buzzi e Silvia Decina, capo della sua segreteria ed estranea alle indagini.

Decina: Ciao Salvatore, sono Silvia Decina, il capo della segreteria di Ignazio Marino. Ti volevo dire che Lionello mi ha dato la documentazione per Ignazio sulla Leroy Merlin. Adesso Ignazio l’ha vista e sta facendo convocare una riunione di staff.

B u zz i: Gli è piaciuta al sindaco?

Decina: Moltissimo. Tanto, ma proprio tanto. Però ha chiesto che la seguissimo noi qui direttamente dal Gabinetto, perché se inizia a passare per tutti gli assessorati non ne usciamo vivi con questo.

Quello di cui si parla è il progetto dell’azienda francese Leroy Merlin, che aveva dato al Campidoglio la disponibilità a realizzare un punto vendita dove ha sede il campo rom de La Barbuta, offrendo in cambio della riqualificazione dell’area 10 milioni di euro da investire “per il sociale”. Un progetto che eccita Buzzi, il quale sa cosa fare dopo: “Tu apri un finto cantiere – spiega a Carminati -. Poi, una volta che te portano via tutto, gli dici: ‘Mo’ io qui che faccio? Non posso lavora’. Quindi, dammi un altro posto’. Il Comune però, in quel caso, fermò il progetto.

Quando in Comune c’era Mattia Stella

Le telefonate con Buzzi dell’ex capo segreteria di Marino Mattia Stella, anch’egli estraneo all’inchiesta, erano già note a dicembre. In questa seconda tranche Buzzi parla di una cena. Annotano i Ros: “Buzzi precisava che in serata sarebbe andato a cena con Mattia Sella (all’epoca dei fatti, dirigente del Gabinetto di Ignazio Marino): ‘Perché sto a cena co .. (inc) poi accompagna’ Mattia Stella a Palestrina”.

Il vicesindaco Nieri e le richieste di assunzione

Buzzi non risparmia nessuno, neanche il vicesindaco Luigi Nieri (non indagato) e parla della richiesta di un’assunzione. Dice Buzzi: “Eh Nieri! Oh, a Nieri gli ho detto ’sta cosa lo sai che non l’ha capita? Per me è fuso. E mentre dicevo ’sta cosa se mi aiutava per far crescere la cooperativa, me chiedeva ‘ma mi puoi assume’ questo?’. Gli ho detto ‘a lui’, ma uno come fa ad assume’ se tu non crei lavoro, non crei occupazione? Ti sto a chiede’ proprio questo, dammi la possibilità di cresce’… Non lo capisce il ragazzo”.

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