Mattarella ha firmato l’Italicum e Renzi twitta “A chi ci ha creduto”

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Oggi il Presidente della Repubblica ha firmato la nuova legge elettorale; nella mattinata Renzi aveva postato su Twitter la foto della propria firma in calce al documento della riforma, commentando: “Una firma importante. Dedicata a tutti quelli che ci hanno creduto, quando eravamo in pochi a farlo”; sul social si è subito scatenata una fiumana di commenti, molti irriverenti, altri polemici, qualcuno di compiacimento.

La firma del capo dello Stato ha azzerato le richieste di Alessandro Di Battista, esponente dei “cinquestelle”, che aveva scritto: “Presidente Mattarella l’Italicum e’ incostituzionale. Come custode e garante della democrazia parlamentare lei ha il dovere di non firmare”.

L’approvazione dell’Italicum da parte del Presidente Mattarella ha dato il via a una serie di pareri favorevoli e positivi da parte di diverse testate europee che si sono complimentate con Matteo Renzi, che ha dato, come ha titolato il Financial Times: “Una scossa alla traballante ‘governance’ italiana. La diagnosi di Renzi potrebbe essere corretta; l’Italia trarrebbe beneficio da un governo piu’ stabile, soprattutto in tempi di incertezza economica”.

Ogni testata straniera ha commentato la “firma” italiana della nuova legge elettorale: il quotidiano economico tedesco Handelsblatt ha scritto: “Forza Renzi! Rafforzata la leadership del premier”, mentre il quotidiano spagnolo El Pais ha pubblicato:
“Renzi ha tracciato un cammino per l’Italia e gli altri Paesi,e rappresenta un esempio di leadership per tutti”.

Anche l’agenzia di rating Fitch, ha commentato con una lunga nota l’approvazione dell’Italicum cosi: “Rappresenta un progresso nel processo di riforme istituzionali e strutturali che nel medio termine rafforzerà il profilo di credito sovrano, riducendo i rischi politici per ll processo decisionale economico e fiscale; il governo Renzi ha continuato a portare avanti riforme strutturali macroeconomiche, in primo luogo lo ‘Jobs Act’ che potrebbe accrescere la flessibilita’ del mercato del lavoro e aumentare il debole potenziale di crescita dell’Italia. Nondimeno i rischi politici potrebbero salire se la popolarita’ di Renzi calasse e sono possibili fratture interne al partito: alcuni membri del Pd hanno votato contro la riforma elettorale”.

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