Mattarella: “Ricordare le vittime del terrorismo significa volere la verità”

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parla in occasione del “Giorno della Memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi: “Ricordare significa anche non rassegnarsi mai nella ricerca della verità. Tanti terrorismi hanno insanguinato l’Italia per lunghi e dolorosi anni. La distanza temporale con quei tragici avvenimenti non deve attenuare il ricordo e la gratitudine per chi, servitore dello Stato o semplice cittadino, ha perso la vita a causa di disegni perversi e folli, pervasi di odio e di sopraffazione; trovo di grande interesse la proposta di un memoriale di tutte le vittime del terrorismo in Italia”

Anche il presidente del Senato Pietro Grasso che si è commosso durante il suo discorso: “Ricordiamo il poliziotto Antonio Niedda, ucciso per difendere quest’Aula; gli archivi delle istituzioni e dello Stato devono essere palazzi di vetro e devono poter contare su risorse adeguate per garantire, la conservazione della memoria e la ricostruzione della verità e altrettanta attenzione va rivolta agli archivi privati”. Nel corso del discorso è stata palese anche la  commozione di Salvatore Niedda, figlio di Antonio Niedda, poliziotto ucciso il 4 settembre del ’75, durante il racconto della testimonianza nella cerimonia al Senato.

il Presidente della Repubblica si è poi recato in via Caetani per deporre una corona di fiori dove è stato ritrovato il corpo senza vita di Aldo Moro; mentre il ministro della Giustizia Andrea Orlando in una nota ha detto: “Il caso Moro deve essere oggetto di riflessione in ogni momento perché costituisce un riferimento per la nostra democrazia e monito costante a non abbassare la guardia verso tutti i pericoli che la possono mettere in discussione”; il discorso è stato pronunciato prima di intervenire alla cerimonia di commemorazione nel 37° anniversario dell’omicidio di Aldo Moro, nella Giornata di commemorazione delle vittime del terrorismo e delle stragi.

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