Matteo Renzi: ”non vogliamo una sinistra masochista”

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Le riforma, la scuola e le sfide politiche di una sinistra riformista, Matteo Renzi ospite di Repubblica Tv disegna l’identik del possibile partito della Nazione, non un calderone, osserva, un posto dove morire Democristiani, ne dove la sinistra sia per forza rappresentata da Dalema o Bersani. E’ falso parlare di smottamento al centro insiste Renzi, mi spiace perchi se ne và dal Pd, ma spesso, fa notare con riferimento a Civati ad una possibile uscita di Fassina sono posizioni personali, piuttosto il ragionamento della scelta perdente della sinistra masochista, come in Liguria che rischia di rianimare Forza Italia.

“In tutt’Europa c’è una sinistra riformista, e una sinistra masochista, c’è la possibilità di vincere, soltanto se la sinistra è credibile, a mio giudizio la sinistra che pur di far vincere la destra si inventa situazioni come quella ligure, potrei dire come quella inglese, è una sinistra che non funziona”.Renzi risponde alle contestazioni sulle liste in campagna, e taglia corto, ci sono degli impresentabili che io non potrei mai, ma la lista del Pd è pulita, e ricorda l’impegno del Parlamento, auspicando dell’anticorruzione diventi legge già entro la fine del mese, il Premier interviene sul tema delle pensioni, verificheremo, ma rispetteremo le regole europee se i risultati saranno invariati:” noi verificheremo su quello che dice la sentenza e discuteremo, la sentenza non dice che è obbligatorio restituire tutto, può darsi che la sentenza offre dei margini o non offra dei margini, ma fino a che non la studiamo ogni parola sarebbe troppo” dice Renzi.

Infine la riforma della scuola, Renzi ne parla a lungo, siamo disposti a discutere nel merito ribadisce, abbiamo modificato le prerogative dei dirigenti scolastici, l’obiettivo conclude, è rilanciare la qualità. Poi su Twitter, risponde ad utenti e professori che criticano la riforma, spiegando le posizioni del governo, comprendo la rabbia scrive, ma stiamo cercando di risolvere problemi aperti decenni fa.

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