Melissa Satta difende Boateng dopo esser stato cacciato dallo Schalke 04

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Il mio Prince non è un bad boy, come qualcuno lo descrive. E non è vero che è stato licenziato dalla sua squadra, ma solo sospeso. Comunque dopo questa vicenda siamo più uniti che mai. Io gli starò sempre accanto, nel bene e nel male». Melissa Satta, conduttrice assieme a Pierluigi Pardo del programma sportivo di Italia 1 Tiki Taka, non ci sta e tira fuori le unghie per difendere il suo compagno, il calciatore di origini ghanesi Kevin-Prince Boateng, cacciato dalla squadra di calcio tedesca Schalke 04 a soli due giorni dalla fine del campionato, dopo l’umiliante sconfitta con il Colonia. Una débàcle che ha scatenato le ire dei dirigenti della società, che sul sito hanno annunciato: «Kevin-Prince Boateng e Sidney Sam sono stati licenziati con effetto immediato».

Ma questa vicenda che ancora non è conclusa: potrebbe esserci ancora la possibilità che Boateng venga perdonato e riammesso (soprattutto ora che l’allenatore Roberto Di Matteo ha rassegnato le dimissioni). In ogni modo una cosa è certa: l’ex giocatore del Milan, accusato di basso rendimento, perché, dicono, si presentava tardi agli allenamenti e aveva comportamenti poco professionali (è stato sorpreso mentre fumava e beveva birra durante un controllo antidoping), per adesso è a spasso. Ma lui, che alle sospensioni ormai ci ha fatto il callo, dopo quella subita durante i Mondiali del 2014, non sembra preoccuparsene più di tanto. Tant’è che, dopo aver trascorso qualche giorno a Milano con Melissa e con il loro bambino Maddox, ha deciso di prendersi un periodo di relax in Grecia, a Mykonos: «Al futuro non penso», dice il calciatore. «Mi concentro sulle vacanze e poi si vedrà».

Ma non tutti i mali vengono per nuocere: non è escluso, infatti, che Boateng possa tornare a giocare in Italia (nel Milan o nella Roma) e avvicinarsi alla donna che ama e che sta facendo di tutto per difendere il suo onore. «Prince ama il calcio, ama il suo lavoro e lo fa da professonista. Lo hanno usato come capro espiatorio. La squadra andava male. Lo hanno spedito in panchina per nove partite senza motivo. Forse dava fastidio a qualcuno», accusa l’ex Velina. «Viene giudicato male solo perché è tatuato e aveva i capelli con la cresta ossigenata. Ma è un uomo con sani valori. Anzi è un ragazzo d’oro».

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