Milan: Berlusconi vende un terzo del club rossonero a Mr. Bee

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Il Milan passa per il 30% del pacchetto azionario a un gruppo thailandese. Berlusconi, se da una parte dice no alle riforme di Matteo Renzi, dall’altra dice sì a Mr. Bee a cui vende un terzo del club rossonero per la cifra di 250 milioni. L’ex premier avrà la possibilità di ripensarci ma, in questo caso, dovrebbe pagare una penale di 25 milioni.

 L’acquirente del Milan in questione si chiama Bee Taechaubol, è un finanziere thailandese e nel suo Paese lo chiamano Mister B. Non è altro che il rappresentante di un gruppo intenzionato a concludere diversi affari in Italia e non solo in ambito calcistico, che è pur sempre un gran bel business. Oltre ad affaristi thailandesi, fanno parte del gruppo anche affaristi di Singapore.timthumb

 Tralasciando smentite e no comment sulla volontà della famiglia Berlusconi di tenersi o meno il Milan, giovedì nella residenza di Arcore, Silvio Berlusconi ha ricevuto Mister B affiancato da un esperto legale e da un finanziere internazionale per prendere un accordo preliminare nero su bianco. Una mossa importante che senz’altro condizionerà il futuro del club rossonero.

In questo compromesso il cavaliere s’impegna a vendere il 30% delle quote del Milan al gruppo asiatico rappresentato da Bee Taechaubol. L’accordo preliminare scadrà a maggio, alla fine del campionato. Alla scadenza, se l’accordo non verrà concluso, Silvio Berlusconi dovrà pagare una penale del 10% sull’intero importo del business che ammonta a 250 milioni di euro.

 Da tempo si parlava di una trattativa del genere riguardo al Milan che Berlusconi aveva in mente di concludere anche se il club ha sempre preferito nasconderlo. L’accordo preliminare con Mr. Bee è la conseguenza di una trattativa col gruppo thailandese che va avanti da almeno tre mesi e che, all’inizio, Barbara Berlusconi, figlia dell’ex premier, avrebbe voluto evitare per non intaccare la proprietà del Milan ma Berlusconi non considera più il club rossonero un dogma.

Dopo i primi tentennamenti e il primo blocco, quaranta giorni fa c’era stato un incontro tra le parti per definire un piano che avrebbe condotto alla sottoscrizione di giovedì del ‘memorandum of understanding’ con la presenza del consulente, ovvero la banca d’affari Rothschild.

 Berlusconi è stato il primo a premere per firmare l’accordo di cessione del 30% del Milan e per definire la cifra. Barbara è stata poco presente all’incontro mentre a fare da interprete nel colloquio in lingua inglese è stato un altro finanziere, un italiano che da qualche anno opera negli Emirati Arabi.

L’accordo è stato raggiunto senza fatica da parte di Berlusconi che, a quanto pare, intende trattare su più tavoli anche per altre imprese. Intanto, questo preliminare gli ha permesso di fare una stima del Milan per un valore di 800 milioni di euro.

 Tra gli altri interlocutori durante l’incontro è emerso un altro consulente, la banca d’affari Lizard, la stessa che ha curato la trattativa con l’Inter fra Thohir e Moratti. Tale opzione dovrebbe prevedere la vendita dell’intero pacchetto azionario del Milan. L’entrata in scena del gruppo thailandese permetterebbe a Barbara di conservare il ruolo di manager con la possibilità di continuare a seguire il progetto stadio finanziato in Oriente.

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