Mineo attacca Renzi: succube di una donna. La Boschi?

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Dure le parole di Corradino Mineo nei confronti diMatteo Renzi dopo che lo stesso presidente del Consiglio lo aveva accusato di lasciare il partito, e non la poltrona.

Il motivo che si cela dietro tanto astio sono le parole che il premier ha riferito a Bruno Vespa per il suo ultimo libro “Donne d’Italia”, parole riguardanti proprio il giornalista: “È sempre lì, a spiegare come va il mondo”. “Io so quanto si senta insicuro quando non si muove sul terreno che meglio conosce, quello della politica contingente”. Per quell’obliquo e discutibile “lui sa che io so” e, ovviamente, per la comparsa di quella “donna bella e decisa” capace di far sentire “subalterno” un politico, il premier scoppia il finimondo. Io so. So che anche Renzi aveva capito come la legge sulla scuola non fosse una buona legge -lo aveva persino detto in televisione- ma poi l’hanno convinto ed è passato in forza, imponendo la fiducia.

A un uomo di sinistra, come Corradino Mineo, che da una vita è schierato in prima linea in tutte le battaglie civili, tra cui quelle sulla parità tra i sessi, non si può consentire nemmeno l’attenuante (per così dire) di essere portatore di un pensiero retrogrado.

Ospite de “L’Aria che Tira” su La7 Mineo si è scusato così: “Non era assolutamente mia intenzione fare del gossip, volevo porre una questione politica”.

Mineo ha chiuso il suo messaggio attaccando però di nuovo il premier: “Intendevo reagire all’imbarbarimento della politica di cui, secondo me, il primo responsabile è Matteo Renzi. Rilevo ciò che ho potuto osservare in questi mesi: l’indecisione dell’uomo Renzi, la suasubalternità a chi ha sicurezze, forse anche competenze specifiche, che lui non possiede”. “Non mi chiamo Renzi, non frequento Verdini, non sono nato a Rignano“. Mentre il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti parla di “volgarità” e “delirio“, il deputatoStefano Fassina afferma: “Corradino Mineo oggi ha sbagliato su Renzi“. “Fu Gianni Cuperlo a riprendermi e spiegarmi che la politica, ahimè, è anche questo: scorrettezza cialtrona, e che bisogna saper resistere”. Probabilmente ho ancora ‘mercato’, potrei tornare a fare quello che ho dimostrato di saper fare. So che l’intolleranza per ora la viviamo come farsa e non come tragedia, che il linciaggio per fortuna è solo mediatico, ma ho voluto dire basta. Chissà, invece, che “prove” ha Mineo per accusare il suo accusatore:ci sarà una Procura che glielo chiederà? Da ieri i “fuoriusciti” hanno tre nuovi compagni di strada: i fedelissimi di Pier Luigi Bersani, Alfredo D’Attorre, Vincenzo Folino e Carlo Galli hanno lasciato il Pd in direzione di un’ipotetica nuova Cosa Rossa. “È stato Renzi a strumentalizzarla nel modo più squallido per spianarmi – ha commentato l’ex Pd – la usò per strappare un applauso in assemblea e non ha fatto poi seguire un solo provvedimento per andare incontro alle tante famiglie in difficoltà”.

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