Mole Antonelliana accesa di blu per la campagna sull’autismo

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Sotto la Mole Antonelliana: una campagna di sensibilizzazione, una sorta di abbraccio collettivo, che si è conclusa in serata a Torino, con una catena umana di oltre mille persone; per sostenere l’autismo e che come testimonial  ha scelto la Mole, simbolo della città piemontese illuminato di blu per l’occasione; una giornata ricca di eventi, organizzati dal volontariato torinese.

Nella giornata dedicata all’autismo si è parlato anche delle famiglie e di come vivono questa realtà, ma soprattutto delle loro preoccupazioni: “cosa succederà di nostro figlio “dopo di noi”, quando “non ci saremo più”: questa domanda è il fulcro dell’ansia che tormenta tutte le famiglie che vivono un caso di disabilità. In occasione della Giornata Mondiale di Consapevolezza per l’Autismo, ad esempio, al Maxxi di Roma, sono state raccolte le parole fra i genitori di ragazzi autistici presenti all’iniziativa “I nostri figli sono opere d’arte”. Dai progetti, all’angoscia, dalla richiesta, alla collettività al desiderio di non coinvolgere altri, con tanto impegno, tanta fatica, tante spese e tanta ricerca di dignità.

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che al Quirinale ha incontrato alcuni ragazzi, con le famiglie, e le associazioni in occasione della Giornata della consapevolezza dell’autismo istituita dall’Onu, ha dichiarato: ” Conoscere l’autismo per evitare la discriminazione, per arricchire la società e misurare così il grado di civiltà di una nazione. Questa è casa vostra. La mancanza di consapevolezza, l’ignoranza, il pregiudizio, il rifiuto di conoscere l’altro, di confrontarsi con le diversità, di accettarle, di farle proprie, provoca discriminazione”. Per questo occorre “contrastare questa mentalità” con “un’azione ampia, insistita, diffusa, per diffondere la consapevolezza dell’autismo”. Un’impostazione che deve essere attuata con azioni pratiche nel campo della scuola e del lavoro. Se è vero infatti che la nostra Costituzione fonda la Repubblica sul lavoro, occorre che essa, “in tutte le sue varie espressioni istituzionali e sociali” faccia “tutto quanto può, e può molto di più di quanto oggi venga fatto, perchè sia garantito” alle persone autistiche, “come a tutti gli altri cittadini, una vita dignitosa e un lavoro commisurato alle loro peculiarità, tendenze e capacità”.

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