Monica Bellucci, “A 50 anni ho sedotto James Bond”

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Sta girando con Daniel Craig a Roma, tra rocamboleschi inseguimenti e lanci da un elicottero in volo. Come italiana del cast ha fatto gli onori di casa e ha portato il protagonista in Campidoglio per un saluto al sindaco Ignazio Marino. Più bella che mai, per quell ‘occasione, era fasciata in un tubino rosso fuoco.

Monica Beliucci in Spectre, il nuovo, atteso, James Borni, sarà la più vecchia Bond girl di sempre. Questa definizione non la fa impazzire. «Sono una Bond lady», sussurra spostando i capelli su una spalla e incorniciandosi il viso come una Madonna. Davvero: è pazzesco quanto sia perfetta e senza difetti. Bevendo un caffè con lei, al Charlotte Street Hotel di Londra, durante il suo giorno libero dalle riprese ai Pinewood Studios, potrei quasi piangere solo guardandola. Beliucci è la donna più bella che io abbia mai visto. E per la prima volta in quasi cinque decadi quel libertino di Bond si troverà ad avere un’amante quasi della stessa età. L’attrice italiana ha 50 anni: quattro anni più di Craig e l’unica a essere più anziana del suo -protagonista dai tempi di Honor Blackman e Diana Rigg, negli Anni 60.James-Bond-Reuters-L

«IL CONCETTO È RIVOLUZIONARIO»

«Il mio agente mi ha chiamata e mi ha detto “Sani Mendes vuole vederti per Bond”», racconta. Così è volata a Londra per cenare con il regista, arrivando al ristorante confusa. «Gli ho subito spiattellato: “Non sono una ragazza, ma una donna matura. Devo rimpiazzare Judi Dench?”. Lui si è messo a ridere e io ho ribattuto: “Perché mi hai chiamata? Ho 50 anni, cosa posso fare in un film di Bond?”. E lui ha risposto che per la prima volta nella storia lo 007 avrebbe avuto una storia con una donna matura. “Il concetto è rivoluzionario”, disse». Non può parlare della trama, può solo dire che sta girando a Roma e a Londra. Ma qualsiasi sia la storia, non si può immaginare una scelta più azzeccata. Si mormorava che Penelope Cruz avesse ottenuto la parte, ma Bellucci l’ha conquistata con il suo glamour quasi indecente. Di persona è molto più divertente di quello che si possa pensare. E dopo tutti questi anni, dopo aver fatto la modella di Dolce & Gabbana, l’attrice di Hollywood in Matrix e la ex moglie di Vincent Cassel, è riuscita a evitare la chirurgia plastica e crede nell’invecchiamento naturale. Chiacchiera molto. A un certo punto, le chiedo se abbia sposato in segreto, come ho letto, un miliardario dell’Azerbaijan (Telman Ismailov). «No», risponde, per niente seccata. Ed è andata per le gioiellerie di Parigi a scegliere un anello di fidanzamento, un paio di settimane fa? «No». La fanno arrabbiare queste fandonie? «No, davvero». Fa spallucce: «Mi sveglio la mattina, preparo la colazione, porto le mie figlie a scuola e parliamo. Sono glamour solo una volta all’anno, quando vado sul tapis rouge, scusi, sul tappeto rosso. Fa parte del mio lavoro: gioco a fare la principessa ma la vita vera è diversa».

FIGLIA DI UN CAMIONISTA E DI UNA CASALINGA

Lo era sicuramente nel 1964, quando è nata, proprio nell’anno dell’uscita di Goldfinger. Bellucci, l’unica figlia di un camionista e di una casalinga, ha lanciato la sua carriera dalla piccola Città di Castello, in Umbria. Recentemente Pasquale, suo padre, ha detto alla stampa che da ragazza Monica era così affascinante che questo le rendeva la vita difficile. «Un giorno le ho chiesto perché non mettesse piede in piazza e lei mi ha risposto: “Perché tutti mi guardano, uomini, donne, ragazzini. Mi vergogno”».

Da adolescente lavorava come modella e poi era andata all’università per studiare legge. Ma dopo un anno aveva incontrato Domenico Dolce e Stefano Gabbana e la sua vita era cambiata radicalmente. Aveva iniziato a volare in tutto il mondo e a farsi fotografare da Richard Avedon. Quando Francis Ford Coppola l’aveva voluta in Dracu-la, si era appassionata alla recitazione. Per tante bellissime, invecchiare è spaventoso, ma Bellucci dice: «Dobbiamo rispettare le donne che invecchiano, quando il vero io viene fuori e puoi vederlo allo specchio. Non vorrei essere più giovane, non vorrei avere 20 anni, ci sono già passata. Come affronterò la vecchiaia e la morte? Non c’è una legge. La normalità, alla mia età, è avere un figlio ventenne ma le mie bimbe hanno 10 e 4 anni e mezzo. Ogni persona ha il proprio percorso, nella mia vita però c’è qualcosa di strano, ho avuto la mia prima figlia a 40 anni, la mia seconda a 45 e faccio la Bond Girl a 50».

HA TRE PAESI NEL CUORE

Negli anni Novanta ha sposato un fotografo, ma la sua relazione più duratura è stata quella con l’attore francese Vincent Cassel. E durata 18 anni e insieme hanno avuto Deva e Lèonie. Hanno annunciato il divorzio nel 2013. «Adesso sono di nuovo a Parigi. Dopo aver lasciato Rio de Janeiro, dovevo scegliere tra l’Italia, la Gran Bretagna e la Francia, i miei tre Paesi per 25 anni. Ho scelto Parigi. Per Vincent, che vive in Brasile, è più facile vedere le bambine quando torna in Francia». Com’è la vita dopo il divorzio? «E cambiata, ma siamo in buoni rapporti. Dopo 18 anni l’amore c’è ancora, -» anche se si trasforma in altro. Ho avuto momenti meravigliosi con Vincent e quelli resteranno per sempre».

Per la fine della storia non incolpa nessuno: «Si è in due a ballare il tango. La responsabilità è sempre di due persone. Bisogna fare le cose in modo intelligente, soprattutto se ci sono figli», dice.

Ormai si è abituata a vivere come una madre single: «Oggi le donne sono tante cose. Anche quella che lavora in ufficio, si mette i tacchi, si fa i capelli, indossa una giacca carina e poi la sera quando torna a casa si mette a pulire, a preparare la cena, a badare ai figli. C’è ancora da fare per avere uguali diritti». Si mette troppa pressione sulle donne per essere sempre belle e sexy? «Penso sia parte della nostra storia. Mia nonna si metteva il rossetto per andare in chiesa», racconta ridendo. «Però oggi le donne lo fanno anche per se stesse, non solo per piacere agli uomini». E femminista? «Più o meno», sussurra, come se fosse un segreto. «Ho rispetto per le donne che lottano, che sono scese in strada per il diritto all’aborto. Senza di loro dove saremmo oggi?».

ALLATTAVA SUL SET

Ovviamente, con la sua professione, è stata fortunata. «Quando allattavo potevo portare le bambine sul set. La maggior parte delle madri non può farlo. Il mondo è degli uomini. Noi partoriamo, ci prendiamo cura dei bambini, ma il nostro ritmo non viene rispettato. Essere uguali vorrebbe dire diventare come gli uomini. Ma non siamo uomini. Oggi le donne quando rimangono incinta si sentono colpevoli: “Cosa farò adesso con il lavoro?”. Si sentono colpevoli della loro stessa natura, può immaginare?», chiede disgustata. «Significa che la società è davvero fatta dagli uomini e dobbiamo cambiarla». E si può cambiarla anche da Bond Girl? Ride. «Essere affascinante è un diritto. Non voglio dire che per essere una donna moderna sia necessario diventare un uomo. Abbiamo diritto di essere glamour e sexy. Puoi arrivare in tacchi alti e mezza nuda ma… (alza un dito, ndr) nessuno ti deve toccare se tu non vuoi». Bond, hai trovato pane per i tuoi denti.

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