A Montecitorio i manifestanti ProStamina protestano e chiedono di poter essere curati.

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A Montecitorio i manifestanti ProStamina protestano e chiedono di poter essere curati.

Manifestanti ProStamina protestano– Le cure basate sull’utilizzo di cellule staminale sono state da sempre motivo di controversie sia dal punto di vista medico, ma soprattutto dal punto di vista etico e morale.


Ma per chi è davvero malato, la speranza, anche minima, di una possibilità di cura è superiore a qualunque tipo di dibattito: questo ha portato alla protesta che si è svolta ieri a Montecitorio, dove gli attivisti di ProStamina hanno chiesto un decreto d’urgenza per l’applicazione del “Protocollo Stamina”.
Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, chiede di

“rendere pubblico, ai fini di avere chiarezza” il metodo di cura a base di cellule staminali e Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, replica che “Noi non dobbiamo fare marketing su questa vicenda, ma fare chiarezza scientifica, dare risposte a persone che stanno male”.

La risposta da parte del Governo non si è fatta attendere e il Ministro Lorenzin ha deciso di ricevere un gruppo di manifestanti a Palazzo Chigi per un incontro insieme con Luca Pani, Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, e Marcella Marletta, direttore generale dei Dispositivi Medici del Ministero della Salute. I dimostranti, quindi, hanno sciolto la protesta in piazza Venezia, ma, avendo saputo che il loro presidente, Vannoni, non sarebbe stato ammesso all’incontro, hanno rifiutato di incontrarsi con il Ministro.

A questo punto tutti i malati accorsi per la protesta si sono radunati davanti alla sede della Presidenza del Consiglio e hanno fatto da cornice al momento della protesta che più ha sconvolto gli italiani: Sandro e Marco Boviano, fratelli, entrambi malati ed entrambi da mesi appostati a Piazza Montecitorio, si sono prelevati il sangue e l’hanno gettato sulle foto di Letta, Napolitano e del Ministro Lorenzin, la stessa che, il 10 Ottobre, aveva bloccato la sperimentazione del metodo stamina.

Nel corso della protesta, che si è svolta in diverse zone della Capitale, sono giunte voci di alcuni attacchi delle forze dell’ordine verso i malati che stavano protestando, ma sono state subito smentite proprio da uno dei protestando che ha dichiarato:

“Non abbiamo subito nessuna carica da parte della Polizia qui a Piazza Venezia. C’è solo stato un momento di tensione quando un poliziotto ha strappato di mano a uno di noi uno striscione”.

Gli striscioni dei manifestanti sono stati tanti e anche molto chiari: “Il corpo è mio, la malattia ce l’ho io voglio decidere io come curarmi: sì a Stamina”,  “Lo Stato ci sta uccidendo non lasciateci morire nell’indifferenza! Pretendiamo Stamina” e ancora “Non ho più voglia di morire” e “Curarmi non è un reato” e “Lasciateci curare, i bambini non si toccano”.

Nei momenti di confusione, i manifestanti sono arrivati all’ingresso di Montecitorio, urlando ripetutamente la parola “vergogna” verso i parlamentari, e qualcuno, inclusi i due fratelli Boviano in carrozzella, è addirittura riuscito a superare la cancellata, provando quindi ad entrare alla Camera: un cordone della polizia li ha poi allontanati.

Una situazione che, dati gli eventi, non poteva non smuovere qualcosa.

A termine della protesta, Davide Vannoni e alcuni manifestanti sono stati convocati in Prefettura e, finito l’incontro, ecco quanto dichiarato dal Presidente della Stamina Foundation: “Il prefetto si è impegnato a richiamarmi questa sera e ha detto che porterà le nostre istanze a palazzo Chigi direttamente, e che avremmo avuto una risposta”.

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