Multa in Base al Reddito

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Multa in Base al Reddito in Italia come nell’Europa del Nord, si può? No!

Multa in Base al Reddito in Italia danneggerebbe le persone oneste, a causa della fortissima evasione fiscale. Da qualche giorno gira voce di far pagare le multe in base al reddito e all’auto del guidatore, è una proposta di Milena Gabanelli che il 30 Settembre avrebbe lanciato questa idea in tv.

Erasmo D’Angelis, sottosegretario ai trasporti, ha accolto in maniera favorevole quella che sembra essere un’idea poco ponderata considerata la situazione italiana in materia di fisco e dichiarazione dei redditi. Il 5 Stelle si è nel frattempo adoperato per proporre un disegno di legge alla Camera.
Le multe potrebbero essere calcolate tenendo conto del reddito di chi ha commesso l’infrazione e potrebbe anche essere giusto, ma siamo proprio sicuri che a pagare non saranno di nuovo i dipendenti pubblici o privati?
Nessuno ha pensato che in Italia esistono molti, troppi evasori totali o parziali che guadagnano centinaia di migliaia euro l’anno e ne dichiarano meno di 20mila?


Sempre meglio procedere per gradi, la multa per eccesso di velocità scatta ad esempio con il superamento di 20 km orari del limite di velocità, ma D’Angelis vorrebbe inserire anche un nuovo criterio che faccia lievitare le sanzioni: la cilindrata dell’automobile, “Più è Potente e Più si Paga”.

La multa per alcuni è troppo alta, per altri è un quid che passa inosservato nel bilancio di fine mese, in Svizzera, Finlandia e Danimarca la multa si paga in maniera proporzionale al reddito, il Day Fine, come si legge sul Fatto Quotidiano, si calcola in base all’ultima dichiarazione dei redditi. Costituisce l’equivalente di una giornata di lavoro, per calcolare questa cifra si sottraggono al guadagno netto le spese per tasse, contributi, figli a carico più 255 euro necessari per l’autosostentamento, dividendo poi tutto per 60, la cifra ottenuta è il minimo importo che la multa per eccesso di velocità può avere.
Secondo questo calcolo un magnate Svedese ha pagato una multa di 94 mila euro.

L’Asaps, Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, spiega che in Italia, quello che sembrerebbe essere un principio equo è in realtà inapplicabile, considerato che i redditi verificabili sono solo quelli derivanti da lavoro dipendente, ancora una volta a farne le spese sarebbero i cittadini onesti.
Il calcolo in base alla cilindrata è inutile, chi ha acquistato un’auto di cilindrata 2.0 nel 2013 sicuramente avrà più disponibilità di chi ha un’auto 4.0 di 20 anni fa.

Un altro problema riguarderebbe la lentezza burocratica e i costi di adeguamento al nuovo sistema, come si può conoscere quale sia il reddito di un guidatore? Nei paesi sopracitati l’agente si collega ad un database telematico e poi compila la sanzione, qui in Italia si ritroverebbero gli agenti intenti a calcolare gli importi all’interno degli uffici.
Forse prima di far passare una legge del genere si dovrebbero beccare gli evasori e velocizzare la macchina burocratica.
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