Naufragio Canale di Sicilia: il comandante ubriaco e fumava le canne

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Si continua a parlare della strage dei migranti avvenuta nella giornata di domenica nel Canale di Sicilia dove sono morte circa 900 persone. Il barcone si sarebbe capovolto a causa di uno spostamento di persone a bordo che erano un numero del tutto sproporzionato rispetto alle dimensioni dell’imbarcazione ed al lungo tragitto da compiere.A quanto sopra detto si aggiunge il fatto che il comandante del peschereccio avrebbe fatto delle manovre errate nel tentativo di accostamento al mercantile. A tutto questo, la Procura di Catania aggiunge il fatto che secondo alcuni testimoni colui il quale si trovava a pilotare il peschereccio in quel momento fosse ubriaco e fumasse spinelli, già sin dalla partenza e poi avrebbe continuato a farlo per tutta la traversata.

Stando a quanto emerso, il numero di migranti a bordo oscillerebbe tra i 400 ed i 900 migranti ma i magistrati hanno stimato una cifra approssimativa di 850 circa, mentre il numero dei sopravvissuti ammonterebbe a 28 due dei quali si presume che siano gli scafisti. Inoltre è anche emerso che ciascuna persona presente a bordo di quel peschereccio avrebbe pagato una cifra esosa compresa tra i 500 ed i 1.000 dinari libici, e proprio sulla base della cifra è stato assegnato il posto sul peschereccio nel senso che chi ha pagato di più si trovava sul ponte ed ha potuto tentare così di salvarsi mentre gli altri che praticamente hanno pagato poco( rispetto agli altri) sono stati chiusi nelle due stive che purtroppo si sono rivelate per loro delle camere della morte.

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