Nepal, estratto dalle macerie un neonato di 4 mesi ed un giovane di 28 anni

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La speranza è l’ultima a morire ed è proprio vero, e lo sanno bene le persone del Nepal colpite dal forte terremoto che ha devastato intere città provocando quasi 5000 vittime e tante altre sono ancora scomparse. Nella giornata di ieri è avvenuto un piccolo miracolo che ha restituito un po’ di pace e sollievo al Nepal, ovvero un piccolo neonato di appena 4 mesi è stato ritrovato vivo dopo essere rimasto per interi giorni sepolto sotto le macerie. Le foto del salvataggio del piccolo hanno già fatto il giro del mondo e proprio in termini di speranza sono destinate a diventarne proprio il simbolo. Le ricerche in questi giorni sono state effettuate da oltre dieci team di soccorso stranieri i quali sono giunti a Kathmandu assistendo i militari nepalesi in una specie di corsa contro il tempo per poter salvare i superstiti che potrebbero trovarsi ancora intrappolati sotto gli edifici e tutto fa pensare che potrebbero essere ancora vivi.

Oltre al neonato è stato ritrovato anche un ragazzo di 28 anni a Gongabu alla periferia della capitale, a distanza di 82 ore dalla tragedia. Si tratta di Rishi Knanal, un 28enne nepalese estratto vivo dai resti di una struttura alberghiera crollata per buona parte su se stessa, in seguito al terremoto che ha colpito il Nepal quel 25 aprile, alle 8.11 quando la terra ha cominciato a tremare per la prima volta, facendo cedere le pareti del palazzo che non hanno resistito alle fortissime scosse di terremoto. Il giovane, deve semplicemente ringraziare in primis se stesso per essere ancora vivo o meno al proprio spirito di sopravvivenza ed alla pazienza dei soccorritori che non hanno mai smesso di cercare. Narayan Thapa, ovvero uno dei salvatori del ragazzo, ha dichiarato: “Abbiamo iniziato a scavare un varco attraverso il calcestrutto, seguendo le istruzioni del team francese, e dopo abbiamo tagliato la trave che bloccava la sua gamba”. 

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