Nepal, un’ecatombe da oltre 7mila morti

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E’ passata una settimana esatta dal tremendo terremoto che ha sbriciolato il Nepal, ed è tutt’ora in piena emergenza; ci sono 2,8 milioni di terremotati che necessitano di tutto. Il bilancio è aumentato e pare ormai certo che verranno superat le settemila vittime, tra cui 54 stranieri; molte zone poste oltre la valle di Kathmandu sono raggiungibili soltanto in elicottero.

Tutte le ambasciate straniere sono al lavoro senza sosta per rintracciare i loro cittadini dispersi o deceduti nel territorio colpito dal sisma, si è stimato che sono oltre mille gli stranieri introvabili ; il portavoce della delegazione dell’Unione Europea, Ambar Mainali, ha comunicato che tutti gli organi competenti sono dispiegati per rintracciare i cittadini, stranieri e non stranieri; ma non ha precisato di quanti  ancora non si hanno notizie. Circola da qualche ora la stima di mille europei non rintracciati, ma la cifra in base a nuovi eventi pare calata. Anche le autorità di Bruxelles brancolano in una  situazione un po fuori controllo.

Un portavoce del ministero degli Interni, Laxmi Dhakal, ha detto che «sarebbe un miracolo se qualcuno fosse ancora vivo», ma le autorità nepalesi e le unità di soccorso disperano di trovare altri scampati al terremoto; gli aiuti stanno arrivando da tutto il mondo, intanto il governo nepalese ha fatto richiesta a varie nazioni per delle tende da campo; un appello per circa 400 mila tende per i senza tetto che sono una cifra incalcolabile. Il paese è in ginocchio e la ripresa sarà durissima, si teme che il numero dei morti salga addirittura a 10mila.

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