«Non abusò della suora»: assolto Padre Fedele

759

Assolto. Assolto dopo quasi dieci anni di accuse, processi, sentenze, polemiche. Un inferno. Uno strazio per Padre Fedele (78 anni, all’anagrafe Francesco Bisceglia) che era accusato di violenza sessuale nei confronti di una suora e che era stato allontanato dall’ordine dei cappuccini, che non poteva più nemmeno dire messa (sospensione a divinis). Sì, ed ora che i giudici del secondo processo d’Appello di Catanzaro l’hanno assolto perché il fatto non sussiste (la Cassazione aveva già annullato la precedente condanna: il suo segretario Antonio Gaudio è stato condannato a tre anni e quattro mesi, ma per un altro episodio), lui guarda subito avanti, proprio per riprendersi quanto gli è stato tolto. La messa, soprattutto. «Ora spero di poter tornare a celebrare, altrimenti questa assoluzione non ha valore. Se non tornassi a dire messa sarei uno sconfitto. Ringrazio Gesù e la Madonna della Catena. Ho sempre creduto nell’assoluzione perché una cosa del genere neanche l’ho pensata».

Già, proprio lo scorso aprile il irate aveva indetto una conferenza stampa per protestare: «Quella che stiamo per celebrare sarà la mia decima Pasqua senza poter celebrare Messa -aveva denunciato – , addirittura mi è stata negata la possibilità di leggere il vangelo durante le funzioni. Eppure c’è un sacerdote, reo confesso, condannato perle vicende dell’istituto Papa Giovanni di Serra d’Aiel-lo, che vive libero, venerato e protetto nell’episcopio di Como, dove celebra la messa mentre io, che sono innocente, sono stato sospeso senza un processo canonico. Una situazione assurda perché io sono amico dei poveri, lui li ha sfruttati, lui si trova protetto, io in croce». Quella di ieri, per Padre Fedele, è stata una svolta decisiva. Perché nella requisitoria, nell’udienza del 9 giugno scorso, il sostituto procuratore generale aveva chiesto la condanna dell’ex frate a 9 anni e due mesi di reclusione (nella prima sentenza d’Appello, poi annullata dalla Cassazione, padre Fedele era stato condannato a nove anni e tre mesi). Soddisfatta, ovviamente, la difesa. «È una grande soddisfazione che ci ripaga di un duro lavoro durato dieci anni – hanno spiegato gli avvocati Eugenio Bisceglia e Franz Caruso – Vogliamo ringraziare tutto lo studio che ha coordinato l’attività difensiva e Andrea Felci, titolare dell’agenzia investigativa Lormar, che ha collaborato con noi nelle indagini difensive».

La storia di Padre Fedele è la storia di un personaggio vulcanico, ma anche stravagante e spesso sopra le righe. Fascino, carisma, capacità di comunicare, Francesco Bisceglia viene ordinato sacerdote nel 1964 e nel 1980 viene trasferito a Cosenza come segretario delle missioni estere: è la svolta per cominciare a viaggiare nelle zone più desolate del mondo. Dall’India all’Etiopia, dall’Eritrea al Madagascar, dal Came-run al Centrafrica dove il frate fonda un centro per bambini handicappati, un ospedale, otto chiese. E ancora, Fedele partecipa alla costruzione di strutture specializzate per lebbrosi nel mondo e a Cosenza fonda «Oasi Francescana», dormitorio, mensa e poliambulatorio per poveri.

Impegno sociale, ma anche voglia di stupire. Amante del calcio, il sacerdote passa le domeniche allo stadio con gli ultrà del Cosenza e viene chiamato il «Monaco Ultrà» e nel 1995, in occasione dell’ «Erotica Tour» di Bologna, assegna a Luana Borgia, ex pornostar da lui redenta, il compito di allestire nel suo stand contenitori per la raccolta di fondi destinati all’acquisto di un’ambulanza per il Ruanda (alle critiche per l’amicizia rispose: «Più si va all’ inferno più si trova la strada per il paradiso»).

Il caos giudiziario comincia il 23 gennaio del 2006, quando Padre Fedele viene arrestato per abusi sessuali ai danni di una religiosa, suor Tania, che lo accusa di essere «stata violentata da lui quattro volte» e che «una volta erano in tre» e poi ancora altre versioni. Tutte bugie, hanno stabilito ora i giudici. Il 31 gennaio del 2006 il sacerdote ottiene gli arresti domiciliari e si ritira nel convento di Belvedere Marittimo, mentre il 15 maggio 2006 viene scarcerato. Poi la revoca della libertà e il ritorno ai domiciliari, l’espulsione dall’Ordine generale dei Frati Minori (per essere andato a vedere il Cosenza), la sentenza di primo grado, la conferma in Appello e la Cassazione fino al ribaltone di ieri. Padre Fedele va assolto perché il fatto non sussiste.

Condividi