Nuove Ricerche sul Diabete: Ecco i Cibi più a Rischio

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Nuove Ricerche sul Diabete. Un Congresso di Medici ha parlato dei Cibi più o meno Adatti per chi ne Soffre.


Medici Specialisti riuniti al Congresso dell’Easd a Barcellona per disquisire riguardo le Nuove Ricerche sul Diabete, le quali hanno confermato quanto lo stile di vita e consumo di alcuni cibi siano importanti per lo sviluppo della patologia.

I dati sono abbastanza allarmanti: sono infatti 371 milioni i malati di Diabete al mondo ed è previsto che questi possano arrivare a 552 milioni nel 2030. Per quanto riguarda gli italiani, ne risultano malati poco più di 3 milioni e 700.000, quasi tutti affetti da Diabete di tipo 2, ovvero quello strettamente connesso allo stile di vita, nonostante possa essere in alcuni casi rilevante la predisposizione genetica.

Secondo le Nuove Ricerche sul Diabete, però, dal Congresso è emerso che anche nei casi di predisposizione genetica appunto, l’incombere della patologia potrebbe essere controllato con uno stile di vita corretto, con lo svolgimento di regolare attività fisica e seguendo un’alimentazione giusta che permetta di non ingrassare, soprattutto sul girovita.

Ma quale sarebbe questo stile alimentare da seguire secondo le Nuove Ricerche sul Diabete? Ci sono indicazioni che rimembrano l’utilità della classica Dieta Mediterranea, cioè la dieta ricca di frutta e verdura, soprattutto la verdura a foglia come bieta, spinaci, broccoletti e cicorie e ortaggi a radice come carote, barbabietole e rape, ma anche pomodori e carciofi.

Infatti, la frutta e la verdura apporterebbero  un gran quantitativo di vitamine, sali minerali e fibra e, soprattutto, sarebbero utili non solo per l’apporto di sostanze nutrienti, ma anche per l’abbassamento della densità calorica della dieta, visto il loro conferire un certo senso di sazietà che non darebbe spazio ad altri elementi troppo calorici.

Sempre secondo le Nuove Ricerche sul Diabete, inoltre, alcuni frutti sarebbero molto connessi ad un rischio inferiore di sviluppo del diabete, perciò  chi mangia almeno 2 porzioni alla settimana di mele, uva e mirtilli riduce del 23 per cento il proprio rischio, confrontato con il rischio di chi mangia la stessa frutta una volta al mese. Poi, chi beve uno o due succhi di frutta al giorno aumenta il proprio rischio del 21 per cento, mentre sostituendo tre porzioni settimanali di questa bevanda con la frutta si ridurrebbe il rischio del 7 per cento.

Per quanto riguarda i carboidrati, invece, bisogna fare alcune scelte guardando all’indice glicemico di questi cibi, ovvero alla loro capacità di aumentare in modo più o meno veloce i livelli di glicemia nel sangue.

Perciò, legumi e pasta sono meglio di pizza e pane, a meno che non si consumi pane fatto con la fermentazione acida, ovvero con l’utilizzo del lievito madre.

Le Nuove Ricerche sul Diabete, poi, hanno affermato che il pesce va abbastanza bene, anche se non è evidenziato alcun effetto protettivo per il Diabete, e le carni bianche. Mentre le carni rosse vanno mangiate in modo molto moderato, così come gli insaccati.

Non ci sarebbero relazioni tra consumo di latte e latticini e  rischio di Diabete di tipo 2, mentre ce ne sono per yogurt e formaggi freschi fermentati, soprattutto se arricchiti di probiotici, i quali sembrano avere un ruolo protettivo, avendo effetti di miglioramento sulla sensibilità all’insulina.

E’ consigliabile consumare non più di 2 uova a settimana e bere in modo moderato caffè e tè, i quali che avrebbero un effetto protettivo, probabilmente per l’azione antiossidante e antinfiammatoria dovuta dai composti fenolici di cui sono ricchi.

Particolare attenzione alle bevande alcoliche, infatti, secondo le Nuove Ricerche sul Diabete, un soft drink zuccherato al giorno farebbe aumentare il rischio di Diabete del 20 per cento. Stesso discorso varrebbe per le bevande edulcorate.

Naturalmente, è stato precisato che per tutti gli alimenti è importante la quantità in cui questi vengono consumati. Infatti, non ci sono alimenti assolutamente buoni o cibi assolutamente cattivi, ma tutti vanno consumati in modo quantitativamente bilanciato.

 

 

 

 

 

 

 

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