Nuovo PD alla Thatcher: neoassunti senza articolo 18

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Neoassunti senza articolo 18- La giovane e fresca segreteria del PD sta già muovendo i primi passi sul terreno delle proposte.

Neoassunti senza articolo 18- Un importante progetto, destinato senz’altro a far discutere dentro e fuori il partito, è quello sul contrasto alla disoccupazione.
Yoram Gutgeld, deputato e spin doctor economico di Renzi, la responsabile Lavoro Marianna Madia, il responsabile Economia Filippo Taddei, il responsabile Welfare Davide Faraone, e infine la bella 32enne Maria Elena Boschi in qualità di supervisore politico sono i promotori di questo nuovo piano basato sul modello scandinavo della Flexsecurity, attraverso cui si tenta di coniugare lo Stato Sociale con il lavoro.
L’idea di fondo è la seguente:  introdurre un contratto a tempo indeterminato per i neoassunti, che non prevede la tutela dell’articolo 18.

Quest’ultimo indica il reintegro o l’indennizzo in caso di licenziamento illegittimo, mentre nei nuovi contratti resterebbe solo il secondo.
L’articolo 18 sarebbe comunque ancora valido tanto per i contratti già in essere che per parte dei nuovi contratti. Un’altra delle motivazioni che ha portato la segreteria PD a questo progetto è quella di rilanciare i contratti a tempo indeterminato, ormai diventati “un’araba fenice”, a detta di Gutgeld; pur senza eliminare articolo 18 o contratti a progetto, dei quali “c’è un uso improprio”, dice sempre lo spin doctor al Corsera.
In sostanza Renzi vuole abolire l’articolo 18 per ottenere più assunzioni, meno tutela e più possibilità di licenziamento.

Già il giuslavorista Pietro Ichino aveva tentato -invano- di giungere a una proposta moderna e di stampo quasi liberista, ma le reazioni a sinistra erano state aspre, come del resto oggi lo è quella del dalemiano Stefano Fassina. Spiega Faraone: “temi come l’articolo 18 non devono essere più tabù. È chiaro che possono esserci meno garanzie che in passato, ma come contrappeso ci sarà una rete di protezione più ampia”.
Il responsabile Welfare non esclude nemmeno un intervento sulle pensioni d’oro. La nuova segreteria vaglierà anche altre misure, quali la semplificazione del codice del lavoro, il rilancio dei centri per l’impiego, l’utilizzo dei fondi europei per i giovani, e last but not least, l’abolizione della cassa integrazione. Insomma, le guerre intestine a sinistra sono lungi dal terminare.

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