Ocse: Burocrazia Italiana Costosa e Inefficiente

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Burocrazia Italiana Costosa e Inefficiente a rivelarlo è il rapporto OCSE, che fa  luce anche sul malcontento verso la Giustizia e le Istituzioni

Burocrazia Italiana Costosa e Inefficiente- I dati emersi dal rapporto OCSE Government at a glance , in cui si analizzano la qualità e l’efficienza delle burocrazie per l’anno in corso fra i paesi più sviluppati al mondo, dipingono un’Italia da fanalino di coda.
Fra i fattori di cui lo studio tiene conto vi è innanzitutto la giustizia civile, che com’è noto soffre nel nostro paese di una cronica lentezza e di difficoltà di accesso, quest’ultima legata in qualche modo proprio alla lungaggine delle cause; peggio di noi in graduatoria solo Messico e Turchia. (Leggi anche: Carceri Sovraffollate la giustizia e la burocrazia che non funzionano)

Sfiducia nelle IstituzioniPolitica e istituzioni vengono visti nello Stivale come un freno e non una leva per lo sviluppo, riuscendo a riscuotere la fiducia soltanto del 28% degli intervistati; certo, il calo della fiducia verso la politica si innesta in un trend globale che va avanti ormai da tempo, che vede soprattutto i paesi con una forte crisi economica allontanarsi dalle istituzioni, specie se le difficoltà economiche sono abbinate a una cultura dove i governi sono visti come inefficienti e corrotti -non a caso, all’ultimo posto per questo indicatore troviamo la Grecia, mentre ai primi Svizzera e paesi scandinavi.
Strettamente collegato all’indice precedente è quello che analizza la fiducia nei partiti, che pure riserva delle sorprese: infatti, se da un lato, com’era lecito aspettarsi, in paesi come Italia e quelli dell’Est Europa afflitti da crisi e disoccupazione la gente non si fida per nulla dei partiti, anche nei ricchi Giappone, Australia e Corea del Sud la situazione non è certo più rosea, mentre ben diversa è la tendenza nei BRICS e nei soliti paesi scandinavi.

Informatizzazione della Burocrazia– Fattore poi interessante e nuovo è quello dell’utilizzo, da parte della Pubblica Amministrazione, delle tecnologie informatiche: se in media nei paesi OCSE il 50% dei cittadini riesce a sbrigare pratiche con la PA tramite internet, questa percentuale scende fino al 19% in Italia, dato fra i peggiori.
Unica nota positiva l’utilizzo dell‘e-government da parte delle aziende, cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni fino ad un lusinghiero 76%, percentuale comunque ancora troppo bassa -che la condanna fra l’altro al penultimo posto- se si considera l’88% di media dei paesi qui considerati.
A tanta inefficienza, tuttavia, corrispondono stipendi da nababbi per i manager della PA italiana, che ci piazzano al 1° posto in classifica: i 650.000$ di media per i nostri dirigenti superano di quasi il doppio lo stipendio medio dei loro colleghi neozelandesi, secondi, e addirittura di ben tre volte la media OCSE. (Leggi anche: Gli stipendi più alti d’Italia)
A fronte di questi dati così impietosi, si registra un altissimo debito pubblico, al 120%, che supera di ben 40 punti percentuali quello medio degli altri paesi qui studiati, affiancato a una spesa pubblica (il 50% del PIL) del 5% più alta della media, con dati preoccupanti in merito alle spese per welfare e servizi pubblici generali (troppo alti), ma anche rispetto all’educazione, il cui indice di spesa è sempre preoccupante, ma per l’esatto contrario -8,5% del PIL contro una media del 12,5%.

Insomma, come a dire che “il pesce puzza sempre dalla testa”.

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