Omicidio Elena Ceste: Michele Buoninconti dal carcere chiede ai figli di far sparire due telefonini

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(Fonte-Settimanale Giallo) Dall carcere di Asti, il marito di Elena Ceste ha chiesto ai suoi bambini di nascondere due telefoni cellulari che ancora conservava in casa”. Proprio così. Come era già successo in passato, Michele Buoninconti, 45 anni, arrestato lo scorso 29 gennaio con l’accusa di aver ucciso la moglie Elena Ceste, anche dal carcere ha provato a servirsi dei suoi figli per sviare le indagini.

A confermarci questo sconcertante episodio sono stati gli investigatori, che con grande tempestività sono intervenuti e hanno sequestrato quei due telefoni prima che l’uomo riuscisse a farli sparire. Ma in che modo Michele ha provato a mettere in mezzo i quattro bambini dando ordini dal carcere? Il suo piano era complicato, ma molto ben congegnato. Proviamo allora a ricostruirlo, così come è stato fatto dagli inquirenti.

L’episodio risale al marzo scorso, quando Michele Buoninconti si trova in carcere già da un paio di mesi. Solo allora si ricorda di quei due telefonini rimasti a casa incustoditi, di cui nessuno per sua fortuna si è ancora accorto, ma che avrebbero potuto contenere informazioni compromettenti. Il primo si trova sul davanzale della finestra nella sua villetta di Costigliole d’Asti, rimasta vuota dal giorno del suo arresto. Il secondo telefono, di vecchia data, è invece nella casa di Covone, a una decina di chilometri di distanza, dove da qualche tempo i suoi quattro bambini si sono trasferiti con i nonni materni.

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