Omicidio Yara Gambirasio: Non ci sono dubbi quel DNA è di Bossetti

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Il Dna sarà il protagonista del processo per l’omicidio di Yara. Ma per Giorgio Porterà, genetista dell’Università di Milano e consulente della famiglia Gambirasio, sarà anche la prova decisiva.

È così?

«Si, perché è il punto di partenza delle indagini che hanno portato all’arresto di Bossetti».

Si tratta però di una traccia che presenta anomalie…

«Questo dovrà essere valutato a processo, quando ci sarà il confronto tra esperti. In realtà sulla traccia di Ignoto Uno sono state effettuate analisi più ampie di quanto non succeda in un processo per omicidio. Normalmente, infatti, si procede con l’analisi del solo Dna nucleare (che identifica un soggetto, ndr). In questo caso, invece, si è proceduto ad analizzare anche la componente mitocondriale (che indica la discendenza in linea materna, ndr) per recuperare il maggior numero di informazioni da quella traccia».

Fu proprio la parte civile ad innescare questi approfondimenti sulla traccia di Ignoto Uno.

«Non volevamo, allora, che venisse tralasciato alcunché e, vista la quantità di reperti piliferi mai analizzati, abbiamo chiesto nuove analisi, che hanno permesso di scoprire che, per errore, la traccia di Ignoto Uno era stata confrontata con il profilo genetico della famiglia Gambirasio. Solo riconfrontando il Dna nucleare di Ignoto Uno con quello di 532 già censiti, gli investigatori sono arrivati a Bossetti».

Voi auspicate, come suggerito dal tribunale del Riesame, che la Corte disponga ima nuova perizia?

«È necessario analizzare bene i dati che sono a nostra disposizione. Se dal confronto in aula dovesse emergere che sono insufficienti il tribunale potrebbe chiedere una nuova perizia. Ad ora, però, ritengo che i dati siano già stati valutati in modo chiaro e soddisfacente». Dovrebbe valere però il principio in dubio prò reo.

«Per me Bossetti è il proprietario della traccia repertata su Yara, su questo nessuno può avanzare dubbi».

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