Omicidio Yara Gambirasio: Sui vestiti la prova che conduce al furgone di Bossetti

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(Fonte- Settimanale Giallo) Sul corpo di Yara sono stati trovati minuscoli filamenti di colore rosso compatibili con quelli rinvenuti sui sedili del furgone in uso a Bossetti. Inoltre, sui vestiti della vittima cerano numerose particelle sferiche costituite principalmente da ferro, la cui presenza era abbondante sugli stessi sedili”. Queste parole, chiare e inequivocabili, sono contenute nelle relazioni fatte dai consulenti tecnici sui vestiti che Yara Gambirasio, 13 anni, indossava la sera del delitto e sul furgone Iveco Daily di proprietà di Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, il muratore di Mapello, in provincia di Bergamo, in carcere da un anno con l’accusa di essere l’assassino della ginnasta di Brembate. A poco più di una settimana dall’inizio del processo, che sarà celebrato a partire da venerdì 3 luglio in Corte d’Assise, la posizione del presunto killer si aggrava giorno dopo giorno.

Contro di lui ci sono innumerevoli indizi di colpevolezza, più una prova che, allo stato attuale, pesa come un macigno: sui leggings e all’interno degli slip della vittima, infatti, sono state isolate alcune tracce biologiche che appartengono oltre ogni ragionevole dubbio al carpentiere edile. Ma sugli abiti che la piccola Yara indossava la sera in cui venne aggredita e uccisa nell’ormai famigerato campo di Chignolo d’isola non c’era solo il Dna del muratore, cerano anche altre piccole tracce a lui riconducibili: dei filamenti di tessuto e delle microscopiche sfere metalliche. Cominciamo dai filamenti. Come vi avevamo già riferito tempo fa, sul corpo di Yara gli inquirenti hanno rintracciato delle microfibre, cioè dei minuscoli fili che gli esperti di laboratorio hanno analizzato per mesi sotto i loro microscopi. La conclusione a cui sono arrivati è clamorosa: le fibre sono perfettamente compatibili con quelle aspirate dai sedili del furgone di Bossetti.

Si badi bene: non si tratta di filamenti provenienti dal tessuto con cui sono foderati i sedili, che come potete vedere dalla foto sotto sono azzurri e gialli, ma di filiadagiati sopra ai sedili, e quindi provenienti, presumibilmente, da una coperta (ma potrebbe anche essere un maglione o un telo) che Bossetti aveva sul furgone. Ciò è ancora più grave, perché mentre i sedili sono di serie (cioè tutti i modelli Iveco Daily li montano uguali) la coperta in questione ha un unico proprietario, cioè Bossetti, il quale, per sua stessa ammissione, non aveva mai pulito l’abitacolo del suo furgone. E la conferma che Yara, la maledetta sera del 26 novembre 2010, è salita su quel camioncino. L’esito delle analisi è contenuto in uno dei 60 faldoni che compongono l’intera inchiesta sul delitto della ragazzina. Ecco cosa scrivono a riguardo i giudici negli atti delle indagini: «In base agli accertamenti effettuati per mezzo di sofisticati strumenti, si può concludere che alcune delle fibre di colore rosso rinvenute in occasione del sopralluogo e dell’autopsia sul cadavere di Yara Gambirasio mostrano identità morfologica e dimensionale con alcune delle fibre di colore rosso rinvenute a bordo dell’autocarro di proprietà dell’indagato.

La maggior parte delle fibre di colore rosso annesse a Yara appartengono alla categoria delle fibre acriliche (cioè sintetiche), così come molte delle fibre di colore rosso rinvenute a bordo del Daily. Uno specifico esame ha evidenziato che le fibre rosse connesse a Yara, così come molte delle fibre rosse rinvenute sul furgone, evidenziano proprietà di fluorescenza i cui spettrogrammi manifestano minime differenze dovute alla degradazione della sostanza colorante causata dall’esposizione alla luce e agli agenti ambientali, più significativamente dovute al sudiciume assorbito dalle fibre stesse». Queste parole molto tecniche significano che i fili trovati su Yara sono identici a quelli aspirati dai sedili del furgone. Fin qui le fibre. Passiamo ora alle particelle contenenti ferro rinvenute sia sul corpo di Yara sia nel furgone di Bossetti. Si tratta di piccolissimi detriti, invisibili a occhio nudo, provenienti da ambienti legati all’edilizia. Come hanno fatto a finire sui vestiti, in particolar modo sul giubbotto, di Yara? Anche su questo elemento la Procura ha disposto esami accuratissimi, effettuati dai massimi esperti in materia. Per essere certi dei risultati, come leggerete più avanti, sono stati presi a campione alcuni coetanei di Yara, completamente estranei ai fatti: l’obiettivo degli esperti era verificare la presenza sui loro vestiti, in particolare sui maglioni e sui giubbotti, di queste particelle ferrose. L’esito è stato negativo: solo su Yara e sui sedili del furgone di Bossetti erano presenti in maniera così cospicua. Si tratta di una coincidenza? Difficile, se non impossibile, credere a una cosa del genere.

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