OMS: “smog causa malattie e decessi prematuri”

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Uno studio pubblicato recentemente sulla rivista americana Jama Psychiatry; ha rivelato i risultati emersi sugli effetti negativi dell’inquinamento redatto da Lilian Calderón-Garcidueñas, dell’Università del Montana. Lo studio ha individuato come pericoli tossici anche per i neuroni non solo per i polmoni e il cuore, le polveri ultrasottili e gli idrocarburi politici aromatici, sono pericolosi per la loro capacità di penetrare nel circolo sanguigno e da lì passare nel cervello; a questo riguardo infatti non viene esclusa la possibilità che l’insorgenza negli esseri umani di depressione, psicosi, demenze precoci, e suicidi siano da attribuire allo smog.

Il Center for Disease Control and Prevention americano conduce da tempo, approfondite campagne di biomonitoraggio sui bambini, e il risultato purtroppo non è confortante; sul 100% delle urine della popolazione infantile analizzata risultano presenti livelli preoccupanti di metaboliti di idrocarburi politici aromatici; molti composti chimici poi che formano l’inquinamento atmosferico sono dei “distruttori endocrini” cioè capaci di modificare il normale ordine ormonale dell’organismo, soprattutto nei neonati e nei bambini; questo effetto negativo nelle popolazioni più esposte allo smog può provocare malformazioni alla nascita e maggiore predisposizione a sviluppare in età adulta diabete e obesità.

Queste scoperte in merito alla tossicità dello smog e ai suoi effetti ormonali e neurologici sono recenti, e indicano anche la necessità di correre ai ripari, non avendo un quadro preciso su tutti i possibili effetti negativi che può avere sugli esseri umani l’inquinamento. Ad Haifa durante un meeting su Ambiente e salute organizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono stati presentati dati shock sul costo annuo dell’impatto provocato dall’inquinamento atmosferico sulla salute umana in Europa.

Le morti premature provocate dallo smog sarebbero circa 600mila all’anno, con un costo astronomico di 1,6 trilioni di dollari da pagare ogni anno. In Italia il costo si aggira sui 97 miliardi l’anno, pari un PIL del 4,7% del Prodotto interno lordo, ma spesso in molti paesi il PIL supera il 20%, con il costo record raggiunto dalla Georgia (35%), e il più basso registrato in Finlandia (0,7%). Zsuzsanna Jakab, direttore della Regione Europa dell’OMS ha detto: «Ridurre l’esposizione agli inquinanti si tradurrebbe in un’enorme risparmio di vite e di risorse, e in un rilancio delle nostre economie afflitte dalla crisi».

Di fatto l’aspetto più allarmante  è che sono proprio i bambini a subire i danni più gravi, oltretutto protratti nel tempo; come a dire che un effetto negativo subito da piccoli influirà sulla salute anche da adulti; con un risultato negativo raddoppiato.

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