Paolo Gentiloni, “Si ad un intervento militare contro il terrorismo internazionale”

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Paolo Gentiloni, attuale ministro degli esteri, è stato ospite questa mattina su radio 1 Rai. Il ministro si è espresso in merito all’intervento militare contro l’attuale terrorismo internazionale di cui tutta l’Europa è ostaggio, leggiamo insieme alcune sue affermazioni rilasciate nella trasmissione radiofonica.

” Nell’ambito del contrasto di questo fenomeno terrorista che è sempre più allarmante e comunque sempre più diffuso c’è anche l’opzione militare, un’opzione nella quale siamo giò dentro perché già facciamo parte della coalizione militare, e non solo militare, anti Daesh, che interviene in Siria e in Iraq.”
Ma l’opzione militare per Gentiloni non è l’unica via.28859

“So benissimo che parlare di opzione militare fa titolo. Noi non dobbiamo neanche immaginare che questa sia l’unica risposta o la riposta decisiva. Prima dell’opzione militare c’è la cooperazione economica, ci sono gli aiuti umanitari verso i rifugiati, la collaborazione tra università, parliamo di una strage compiuta in un campus universitario in Kenia, si può fare tanto sul piano della collaborazione tra università. Dobbiamo sapere che per alcuni di questi gruppi colpire gli studenti è uno dei loro obiettivi. Boko Haram vuol dire “l’educazione occidentale è peccato”. Quindi ci sono tante cose che dobbiamo fare di più e meglio cercando di superare questo atteggiamento che dice prendiamo il bello del mondo attuale, la comunicazione, i trasporti, i vantaggi e il non bello, i rischi li teniamo fuori della porta chiudendoci a chiave. Questa cosa non è possibile. Quindi intervenire di fronte alla persecuzione dei cristiani, intervenire di fronte all’intolleranza contro tutte le minoranze religiose.
Io ho incontrato in Iraq diversi esponenti della comunità Yazita che è una religione di fede zoorastriana che è nelle regioni del kurdistan che sono stati sterminati, quindi intervenire contro la persecuzione dei cristiani e a sostegno delle minoranze religiose si deve fare in tanti modi senza escludere l’opzione militare” ha detto il Ministro”.

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