Parigi blocca gli immigrati: scontri al confine

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Si buttano in mare e minacciano lo sciopero della fame perché il confine tra Italia e Francia è sbarrato. Da Mentone non si passa. Così circa duecento migranti, bloccati da due giorni al confine di Ventimiglia, in provincia di Imperia, presidiato dalle forze dell’ordine francesi che ne impediscono l’ingresso in Francia, si rifugiano sugli scogli.

Polizia e carabinieri li allontanano dalla zona di Ponte San Ludovico, a pochi metri dalla frontiera, senza nemmeno estrarre il manganello. Ma quando diverse decine di persone, in gran parte eritrei, rifiutano di sgomberare la zona, le forze di polizia, in assetto antisommossa, fanno partire una carica di alleggerimento.

Una parte degli stranieri si dirige verso Ventimiglia, mentre un altro gruppo si sistema sulla spiaggia. Si lavora per riuscire a trasferirli in centri di accoglienza della provincia imperiese. Ma non tutti sembrano gradire questa sistemazione temporanea, e diversi si sono allontanati per proprio conto. «È gente molto determinata», viene riferito da fonti delle forze dell’ordine, e dunque pronta a riprovarci da qualche altra parte per superare quel confine. Impensabile tentare di recuperarli, perché il mare è a due passi e gli scogli stessi presentano rischi per chi si lanci in un inseguimento o per chi cerchi ancora di fuggire rapidamente. Un intervento potrebbe rischiare infatti di avere effetti tragici, Non resta che aspettare che gli immigrati cedano alla fame, alla sete o alla stanchezza e al freddo e risalgano la scogliera.

Sembra tutto tranquillo, fino al tramonto. Tocca agli italiani gestire la tensione perché, appena dietro il cartello che indica l’ingresso in Francia, la frontiera è sbarrata da centinaia di agenti della gendarmeria.

«Da martedì scorso nessun migrante può raggiungere Parigi in treno, anche se ha già il biglietto. I profughi che riescono ad arrivare a Nizza vengono fermati dalla polizia, fatti salire sui furgoni e riportati in Italia. I treni sono sorvegliatissi-mi», spiega Teresa Maffeis, francese di origini italiane appartenente a un’associazione di volontariato, raccontando la situazione a Nizza. Lei stessa si trova nella città francese dove «nelle scorse settimane abbiamo accolto decine di migranti. Molti avevano il biglietto del treno per Parigi, che costa 108 euro. La polizia li lasciava passare. Ne saranno partiti una sessantina ogni giorno». Da martedì, però, «la situazione è cambiata, è arrivato l’ordine di non far partire nessun profugo e di riportarli in Italia».

II sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano, conferma che alcuni migranti hanno riferito che erano a bordo di un treno diretto a Nizza ma sono stati fatti scendere a Ventimiglia. «La situazione è preoccupante», ha sottolineato il primo cittadino aggiungendo che fra di loro ci sono «molte famiglie con bambini piccoli che non hanno niente». Intanto sono stati installati dei bagni e la Croce Rossa e la Caritas stanno lavorando per la distribuzione di cibo. Nel pomeriggio, inoltre, sono arrivati alcuni moduli per fornire un rifugio per la notte.

Si opera senza sosta e il sindaco comunica anche tramite Facebook le fasi dell’operazione: «Il coordinamento verrà effettuato dalla Croce Rossa di Ventimiglia che opererà con copertura h24 per la consegna di cibo e bevande. Per la consegna di indumenti abbiamo individuato la sede Caritas con orario dalle 9 alle 12 o il seminario (di fronte all’ospedale S.Charles di Bordighera) dalle ore 9 alle 19. Oggi installeremo ulteriori moduli wc unitamente a strutture mobili per le docce in piazza della stazione lato ovest. Vi ringraziamo per la vostra disponibilità e perché dimostriamo di essere un popolo speciale». Diversi dai francesi, quanto meno.

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