Pd, la sinistra a Renzi: no al doppio ruolo premier-segretario

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La parola d’ordine della sinistra piddina ora è «ripartenza», parola detta e ripetuta ieri mattina sia da Roberto Speranza, leader dei bersaniani di Sinistra Dem, e da quello di Sinistra Riformista Gianni Cuperlo, nel corso dell’assemblea delle due aree, svoltasi ieri per rilanciare l’azione politica della minoranza. E cominciare a lavorare a un’iniziativa che, in autunno, ufficializzi la nascita di un’unica corrente di minoranza in grado di pesare nel Pd formato renziano, per «siglare un nuovo patto con le forze sociali».

LA GIORNATAE non a caso, nella stessa sala che ospita la riunione, a due passi da piazza di Spagna, lo scorso gennaio il partito ha trovato l’unità sul nome di Sergio Mattarella per il Qurinale. «Quello è stato il momento migliore, in cui insieme abbiamo saputo essere all’altezza della sfida che la storia affida al Pd», ha esordito Speranza, pronto a guidare il nascendo correntone: «Non vorrei che a furia di evocare i gufi siamo noi a diventare struzzi e a non capire cosa sta succedendo nel nostro paese. L’ho detto in più di un’occasione a Renzi: Matteo, se parli male della sinistra, stai segando il ramo su cui sei seduto e prima o poi vincerà la destra».

Di qui l’appello al presidente del Consiglio a «governare l’Italia unendola, non dividendola», così come accaduto su Jobs Act, licenziamenti collettivi, riforma della scuola: «Sulla legge elettorale è stato compiuto lo stesso errore: abbiamo aperto una discussione nel Paese dicendo che le regole si cambiano insieme. Poi abbiamo perso anche FI. Poi la rottura nel Pd, la cacciata di 10 persone dalla commissione, 61 persone della maggioranza che decidono di votare contro…». Legge elettorale che «va cambiata» perché «può consentire a un partito di una minoranza strettissima nel paese al secondo turno di essere maggioranza». E poi il «no» al partito della nazione inteso come «soggetto indistinto senza confini tra destra e sinistra, in cui ci può stare tutto».

LE POSIZIONI Speranza ha riservato stoccate a chi, nella minoranza, ha scelto di dialogare con Renzi: «Noi ci teniamo la nostra coerenza e la nostra dignità. Ma abbiamo bisogno di far capire all’esterno che il Pd non è solo Matteo Renzi. Superiamo i limiti e le divisioni». Senza abbandonare il campo, come hanno fatto Fassina e Civati: «Penso siano scelte sbagliate, penso che la battaglia politica vada fatta fino in fondo nel Pd. Vogliamo un Pd che ricostruisce il centrosinistra raso al suolo negli ultimi mesi». Obiettivo pienamente condiviso da Cuperlo: «Acceleriamo i tempi, a metà luglio ci saranno altri appuntamenti, ma da subito mettiamo insieme le nostre energie, non solo in Parlamento, e in autunno proviamo ad immaginare una grande assemblea», ha annunciato ascoltato in platea da Pierluigi Bersani, Guglielmo Epifani e Vasco Errani. Il leader di Sinistra Riformista ha ricordato il risultato elettorale delle amministrative: «Il disegno di Renzi congelava i voti della sinistra e sfondava sull’altro fronte, ma ha commesso un errore e oggi la leadership del nostro partito dovrebbe attrezzare una strategia diversa, invece è in difficoltà». Il momento giusto per provare a riconquistare il partito, come confermavano fonti della sinistra piddina: «E’ il doppio incarico di Renzi che non regge più. Su questo apriremo una discussione dopo l’estate. Ora è chiaro che Renzi senza di noi non ce la fa».

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