Pensioni:dopo la sentenza della Corte Costituzionale,il governo cerca nuove possibili soluzioni

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In seguito alla sentenza della Corte Costituzionale  sulle pensioni, arrivata alcuni giorni fa, il governo è tornato al lavoro per trovare una soluzione che possa non mettere a rischio i conti pubblici, visto che in ballo ci sono cifre da record ovvero cifre che si aggirano sui 10 miliardi di euro, anche se qualcuno ha anche ipotizzato che possano giungere anche ad 11 o 13. Sono al momento al vaglio di alcuni tecnici, le possibili vie da percorrere per poter restituire i soldi ai pensionati, visto che la Consulta proprio alcuni giorni fa ha bocciato il blocco della rivalutazione per gli assegni poco sopra i 1.400 euro lordi al mese.

“La Consulta dice che la pensione è retribuzione differita, allora deve essere proporzionale ai contributi versati. Se è così vanno riallineati i benefici pensionistici ai contributi effettivamente versati, mantenendo l’equità, quindi intervenendo solo su quelle più alte”, ha dichiarato il responsabile economico del PD, Filippo Taddei.

Intervenuto sulla vicenda anche Tito Boeri ovvero il Presidente dell’Inps, il quale ha dichiarato: ” Esistono pensioni molto alte non giustificate dai contributi versati“.Una possibile soluzione al problema è stata offerta dal Presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia il quale nel corso di un’intervista ha dichiarato: “Sugli arretrati la strada migliore, rigorosa e corretta è riclassificare il deficit degli anni precedenti. In quel caso siamo, come si dice in gergo, sotto la linea del debito, non avremmo bisogno di coprirlo ed essendoci un margine di emissione di debito superiore sempre alle esigenze, potremmo pagare gli arretrati senza bisogno di coprirlo. Escludo procedure d’infrazione postume, mentre, sul presente, la strada maestra è anticipare l’assestamento a giugno, chiuderlo entro l’estate, facendo quello che si fa in molti Paesi: a metà anno ci sono tutte le condizioni per valutare se le previsioni fatte a dicembre sono corrette e quanto debbano essere integrate”. 

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